Intervista a Maurizio De Giglio

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Il suo libro

Ombre invisibili

Narrativa

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13/07/2020

Maurizio De Giglio nasce a Bari nel 1961. Si laurea in Giurisprudenza presso l'Università A. Moro di Bari. Negli anni '80 è coautore e conduttore del programma 'Rassegne librarie' trasmesso dall'Altra Radio di Bari e commentatore sportivo a Radio Studio Uno di Bari. Negli anni '90 collabora come giornalista con il Quotidiano di Bari e con la rivista mensile di attualità culturali Radar Levante. Svolge la professione forense e collabora con la rivista dell'A.I.G.A. (Giovani Avvocati) di Bari, Aiganews. Dal 2016 al 2018 cura una rubrica sulla disabilità sul quotidiano online 'Dabitonto.com'. Insegna ad Andria in un istituto d'istruzione superiore. Pubblica nel 2017 una raccolta di racconti “Filtri d'amore” con la Booksprint Edizioni. Nel 2018 il romanzo “La bacchetta spezzata - Partiture dissolte” con la medesima Casa Editrice. Partecipa con questo romanzo alla rassegna “Sanremo writers”.
Oggi l’autore ci parlerà un po’ di sé e del suo libro “Ombre invisibili”. Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
È difficile dare una risposta risolutiva a questa domanda. Per me la pubblicazione di un libro è sempre faticosa, perché non sono sempre soddisfatto della storia. Inoltre valuto se ho scritto qualcosa che possa suscitare un’emozione o stimolare una riflessione su un problema che il racconto vuole mettere in evidenza. In una raccolta di racconti ci deve essere un filo rosso che leghi le diverse storie e credo che non sia così facile riuscirci.
Quando e come nasce “Ombre invisibili”?
Tre anni fa, quando era già in stampa il mio romanzo “La bacchetta spezzata-Partiture dissolte”, avevo già scritto diversi racconti. Non erano tutti validi e soprattutto pensavo fossero troppo diversi per raggrupparli in una raccolta. Li ho selezionati attentamente, anche perché la gestazione dei miei libri è sempre lenta e ho cercato di dare una maggiore omogeneità, scegliendo un titolo che potesse tenerli insieme. La domanda che mi sono posto é se, alla base di una situazione in cui un individuo si viene a trovare, vi sia un meccanismo imponderabile, presente dentro o fuori di sé, che potesse spingerlo a operare delle scelte.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Sì. Il mio profilo Facebook è Maurizio De Giglio. Ho anche una pagina Facebook “Il notturlabio”. Ho un canale Youtube “Maurdeg-Il notturlabio”.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Sto scrivendo un romanzo. Spero di finirlo presto.
Riserviamo l’ultima parte dell’intervista a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Sono un docente di sostegno e insegno in un istituto superiore di Andria. È un lavoro che mi appassiona e che ho imparato ad amare negli anni. Le persone con disabilità mi hanno insegnato molto e imparo molto dalle loro sofferenze. Amo circondarmi delle persone che mi vogliono bene e cerco di arricchirmi con la lettura e la visione di film. Ultimamente mi sto interessando alle serie televisive.
Cosa le piace?
Da un punto di vista edonistico, ho un debole per il cibo. Amo la cucina tradizionale pugliese ed italiana. Non disdegno assaggiare specialità della cucina estera.
Essendo nato e vissuto a Bari, amo le passeggiate sul mare e contemplare il tramonto. Sembrerebbe una cosa normale ripetere questa esperienza, ma è da un po' che non trovo il tempo per reimmergermi in tale paesaggio.
Cosa non le piace?
La situazione politica attuale, non solo in Italia. E’ difficile per me sopportare questa deriva populista. Odio la propaganda per slogan e la creazione di falsi problemi che ci allontanano dalla risoluzione dei problemi reali che affliggono la nostra società.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Cercare di migliorarmi come uomo e riuscire a capire ed aiutare le persone che mi sono vicino.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Mi date l’opportunità di ricordare un grande scrittore italiano dimenticato, Giorgio Scerbanenco. Ritenuto dispregiativamente uno scrittore di genere, è a mio avviso un grande scrittore. Casualmente in una libreria, tra libri invenduti e offerti a prezzi scontati, trovai una raccolta “Uomini ragno” pubblicata dalla Sellerio di 4 racconti ambientati negli anni della Seconda Guerra mondiale. Li ho trovati straordinari. Peccato che non siano stati ripubblicati!
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
È il motto di Erasmo da Rotterdam, uno dei miei maestri che mi ha accompagnato durante il percorso di vita: Cosa sarebbe la vita senza un pizzico di follia?