Intervista a Alberto Prandi

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Il suo libro

Le ciliegie della strega

Poesie

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17/07/2020

Alberto Prandi è nato a Mondadizza, frazione di Sondalo (SO), nel 1951. Ha iniziato a scrivere nel 2007, ma solo alcuni anni dopo ha iniziato a pubblicare le sue opere. Ha partecipato a diversi concorsi letterari, tra cui il Premio Nazionale di Poesia 'Leandro Polverini'. Con Kimerik ha pubblicato: Il viaggio dell'anima persa (2018), Le farfalle volano anche di notte (2018), Meduse: gli aquiloni del mare (2019); ha inoltre contribuito a numerose antologie di poesia, tra le quali Poetry lite 2019 e Lettere d'Amore 2020.
Oggi l’autore ci parlerà un po’ di sé e del suo libro “Le ciliegie della strega”. Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
Sono salvo per un miracolo, lo dico nel libro, la vita movimentata in gioventù, il desiderio di raccontare ancora in forma poetica luoghi che hanno suscitato particolari emozioni e nato in montagna dove la visione del paesaggio cambia di continuo e la natura è straordinaria a diverse altitudini, visitando e girando il mondo ho apprezzato e mi sono emozionato nel visitarli. Facciamolo sapere mi son detto e poi accade l’impossibile la comparsa di una terribile influenza chiamata covid 19 questo è il nome del virus micidiale, che farà tante vittime, qui racconto la parte iniziale di questa pandemia, le restrizioni e le misure prese per arginare il contagio.
Quando e come nasce “Le ciliegie della strega”?
Nasce in ospedale dove dopo la terapia intensiva causa una sincope, rifletto nuovamente su quel che è accaduto e dovendo vivere momento per momento, ho sentito la necessità di scrivere la forma del mio pensiero.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Basta chiedere l’amicizia su Facebook e la concedo scelgo le persone.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
È appena uscito questo, è fresco fresco ho bisogno di riflettere e non affrettarmi nel giudicare me stesso attraverso le mie passioni. Sto pensando di raggruppare in un libro le liriche che mi hanno dato maggiori emozioni.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Ora penso a viaggiare appena posso, quindi quasi sempre. Vivere in un posto fisso mi terrorizza, ho sempre avuto qualcosa di nomade nel mio DNA, coltivo amicizie con discrezione, socializzo con tutti, non mi formalizzo, cerco di rispettare e voglio rispetto, non mi inchino a nessuno, i personaggi illustri mi piacciono, tranne quelli che dentro pensano di essere davvero qualcuno, in quell’occasione sono sarcastico e sottilmente ironico, al punto tale che la superbia non si accorge di essere presa in giro, anzi considera ciò che dico un elogio. Nel caso in cui se incontro il Papa, lo abbraccio come un fratello, se incontro il Presidente della Repubblica in privato uso la forma d’amicizia, ma se l’incontro istituzionalmente per ovvietà alla forma voluta dai canoni e dalle cerimonie cortigiane mi adeguo. Attualmente ho molta più libertà di movimento, nel contempo mi sono riavvicinato al quel sapere che da giovane ho lasciato “fuggire” mentre io fuggivo da me stesso per la bramosia di vivere. Faccio più fatica ma almeno tengo la mente in allenamento, ma la memoria mi frega.
Cosa le piace?
Mi piace viaggiare, conoscere persone, una fame di sapere e di vedere coi miei occhi la vita vissuta di persone simili a me a latitudini e longitudini diverse. Esperienza impagabile, Università della Vita, sopravvivere nelle difficoltà diventi ingegnere della pratica senza conoscere la teoria, ma hai riscontri oggettivi momento per momento e gli errori li correggi man mano, e li ricordi meglio.
Cosa non le piace?
L’ipocrisia e la falsità, le persone che hanno certezze, lo sporco mentale fisico la sciatteria per scelta,(la rispetto) poi io accetto tutti purchè usino maniere pacate e non invadenti. La gente che tradisce, chi non accetta la discussione, chi sostiene di possere la verità e non si mette mai in dubbio.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
L’onestà mentale, riconoscere i propri errori e forse ripeterli per avere conferma, il coraggio di chiedere scusa.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Il colore del tempo di Federico de Roberto
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Vivere accettando le sfide che la vita mi presenta ogni giorno, superare le avversità con la naturalezza cosciente che ogni momento potrebbe essere l’ultimo così sei costretto a far bene.