Intervista a Eleonora Del Fra

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Il suo libro

Altri sacri punti di vista

Poesie

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08/08/2020

Lei è Eleonora Del Fra, nata e cresciuta a Roma, ha diciannove anni. Ha frequentato il liceo classico fino a quando ha avuto sedici anni, in seguito ha fatto qualche esperienza lavorativa e si è dedicata allo studio della musica e alla scrittura. Sa di essere molto giovane, ma ha molte cose da dire e pensa valgano la pena di essere ascoltate, soprattutto da chi può ritrovarsi a essere protagonista dei suoi versi. È in particolar modo ai suoi coetanei che vorrebbe rivolgersi, per far nascere in loro almeno una curiosità riguardo tutto ciò che sa essere la poesia.
Oggi l’autrice ci parlerà un po’ di sé e del suo libro “Altri sacri punti di vista”.
Ci vuole dire come mai è arrivata a questa pubblicazione?
Buongiorno a tutti! Innanzitutto grazie per la vostra dedizione e attenzione. Ho passato anni difficili a causa di depressione e problemi di carattere ansioso e psicologico; parte di questi problemi derivavano proprio dalla disinformazione pop che alita attorno questi disturbi. Scrivere mi ha aiutata moltissimo e un giorno mi ricordo di aver pensato 'se potessi aiutare anche solo un'altra persona…' Così mi sono detta che potevo provare, che potevo comunicare con le persone che stanno combattendo una battaglia contro loro stessi e dirgli 'non siete soli', 'è difficilie, ma non impossibile'; sia insegnare qualcosa a chi non ha avuto modo di capire o di conoscere questo universo. Ed ecco che ho completato il mio primo manoscritto!
Quando e come nasce “Altri sacri punti di vista”?
Ho cominciato a scrivere molto circa due anni fa, il fine non era quello di diventare una scrittrice, ma piuttosto quello di comunicare. È nato tutto da un'esigenza, un'urgenza, forse quella di sfogarmi, forse quella di esprimermi. In questi anni ho accumulato centinaia di riflessioni e, presto, mi sono accorta di scrivere usando la formula della poesia contemporanea. Insomma, dopo due anni e una decina di quaderni pieni ho deciso di cominciare a fare una cernita dei lavori che preferisco. È stato strano e inaspettato fermarmi e accorgermi di avere tra le mani un manoscritto completo, e altrettanto strano è stato realizzare di volere che qualcuno leggesse emozioni così personali, ma dopo tanto pensare e grazie al suddetto desiderio di aiutare qualcuno come me, ho dato un titolo a questo scorcio sul mio mondo e ho cominciato a contattare qualche casa editrice.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Purtroppo quello dei social non è un talento che possiedo, ma, da quando ho deciso per la pubblicazione di ASPV, ho aperto la mia pagina Facebook e Instagram e il mio blog, tutti a nome 'Poesie dalla Luna'.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Continuo a scrivere ogni volta che ne ho bisogno e in tutti i momenti o luohi in cui mi sento ispirata. Ho già quasi pronto un secondo manoscritto, una seconda raccolta di poesie, ma voglio aspettare ancora un po' prima di regalare altri miei segreti.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Quando ero piú piccola mi è stato detto che sono una ragazza degli anni 80 nata vent'anni dopo. Ora un po'di tempo è passato, io sono cresciuta e non faccio che convincermi che non ci sia nulla di più vero: dai miei gusti musicali e cinematografici alla passione che ho per l'analogico (o piuttosto l'avversione per il digitale.) In effetti qualcosa a cui non potrei mai rinunciare è scrivere a mano. Ogni mio pensiero, poesia, racconto...è stato tutto concepito su carta, in diari e quaderni che non ho il cuore di buttare, ma che occupano mensole su mensole e cassetti interi; proprio come le decine di libri che non riuscirei mai a leggere su e-book.
Cosa lepiace?
Le mie più grandi passioni sono la musica, l'ambiente e, naturalmente, scrittura e lettura, tutte passioni che coltivo da quando sono bambina. L'amore per la musica mi è stato trasmesso dai miei genitori quando ero ancora nella culla, più tardi, a undici anni, ho cominciato a studiare canto e qualche anno dopo anche il basso elettrico. L'ambiente, tema ricorrente anche nelle mie poesie, è qualcosa a cui mi sento profondamente legata: il mio pensiero è simile proprio a quello degli Indiani d'America (dei quale una poesia ha ispirato il titolo del mio libro), riesco a sentirmi connessa con il mondo quando sono nella natura e amo gli animali.
Cosa non le piace?
Odio il disinteresse, l'atteggiamento delle persone che si sentono di non essere toccate da alcuni aspetti della vita di molte altre solo perché vivono in realtà diverse o, peggio ancora, perché non aprono gli occhi per vedere cosa sta capitando a un palmo del loro naso.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Ho imparato negli anni quanto sia importante esprimersi, che sia a parole, con l'arte o con un gesto. Ritengo che ciò che di più importante io abbia siano i miei pensieri, che mi rendono umana, che mi rendono me stessa; che sono in grado, a volte, di far pensare qualcun altro e, simmetricamente, punti di vista diversi dal mio che possono farmi cambiare idea. Le nostre emozioni, la nostra capacità di empatizzare e di comunicare sono tra i doni più importanti che ci siano stati fatti e penso non vadano mai sprecati né sottovalutati.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Questa, tra tutte, è la domanda più difficile, leggo moltissimo e, soprattutto, spazio tra mille generi: amo leggere romanzi gialli, thriller, storie d'amore, racconti e anche saggi. Parlando di poesia, quest'anno ho letto la raccolta che più mi è piaciuta in assoluto: quella completa di Wisława Szymborska, poetessa polacca contemporanea, che nelle sue poesie profonde e riflessive ama usare l'ironia. Per quanto riguarda romanzi e racconti, invece, mi sono ritrovata ad amare Stephen King e molte delle sue opere, in particolare, per la prima categoria, la raccolta di racconti 'Stagioni diverse'. Gli autori e i libri sono davvero troppi però, tanti che non basterebbero le sette vite di un gatto per esplorarne abbastanza.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
'Qualunque cosa tu faccia non pensare mai a cosa diranno gli altri, segui solo te stesso, perché solo tu nel tuo piccolo sai cosa è bene e cosa è male, ognuno ha un proprio punto di vista…'
Tratta dal libro 'Il gabbiano Jonathan Livingstone' di Richard Bach.