Intervista a Antonino Orlando

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Il suo libro

Sulle ali della giustizia

Saggio filosofico

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27/08/2020

Antonino Orlando, classe '44, dopo la laurea in Scienze Politiche e una breve parentesi militare, inizia la sua attività come dipendente ministeriale. Attualmente in pensione si dedica alla sua passione per la scrittura di saggi.
Oggi l’autore ci parlerà un po’ di sé e del suo libro “Sulle ali della giustizia”.
Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
Premesso che l’uomo attento al mondo esterno osserva e medita, acquisisce conoscenza e costruisce razionalmente le proprie opinioni, posso affermare che sono state le mie riflessioni sull’individuo e sulla società, esposte nel precedente libro, e analoghe riflessioni sul malcontento dei cittadini a condurmi su un tema così importante ed attuale con l’intento primario di analizzare il concetto di giustizia sotto tutti i vari aspetti in cui si presenta nell’attuale società.
Quando e come nasce “Sulle ali della giustizia”?
Nasce come idea agli inizi dell’autunno 2019 e si trasforma subito in un progetto che tende ad un dialogo costruttivo tra due rappresentanti di generazioni diverse, nonno e nipote, al fine di conoscere il giusto e l’ingiusto, la giustizia e l’ingiustizia che i singoli individui e le società odierne incontrano e vivono. Pertanto, ritenni di approfondire le cause che portano alla giustizia e all’ingiustizia, soprattutto sociale, attraverso un percorso che dal passato arriva al presente e con speranzoso obiettivo si proietta verso un futuro evoluto e costruito da uomini saggi per il buon governo di un popolo assetato di giustizia e di pace.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Si (Facebook). Il mio domicilio virtuale è: antonino.orlando@pec.commercialistipa.it
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Sì. Ho un altro progetto letterario di saggistica in concorrenza con un romanzo che ho già iniziato e che ho provvisoriamente sospeso.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Dopo aver lasciato il mondo del lavoro, non posso dire di fare esclusivamente il pensionato. Mi tengono occupato i miei nipoti, almeno quelli più piccoli, cioè faccio il nonno per circa due o tre pomeriggi la settimana. Mi occupo di curare un piccolo terreno fuori città, collaboro con mia moglie per ciò che è necessario per la casa. La visione degli spettacoli televisivi serali non manca, mentre quella del cinema o del teatro lirico si aggiunge saltuariamente alle altre occupazioni. E infine, da non considerare come ultima, scrivo ciò che la mia mente produce.
Cosa le piace?
Essere in continua attività la più varia possibile, salute e forze permettendo. La vita, se non è attiva, perde il suo sapore.
Cosa non le piace?
Oziare, vedere spettacoli rumorosi che hanno il solo privilegio di martellare la mente umana.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?

La costruzione e il mantenimento dell’unione familiare in cui l’amore e il rispetto reciproco trasferiscono il loro benefico effetto sui discendenti che faranno parte della futura società.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Essendo un appassionato della saggistica non posso che gustare la bellezza delle relative opere. In questi ultimi tempi mi hanno accompagnato i grandi classici del passato, tra i quali ricordo volentieri “L’arte di essere saggi” di Lucio Anneo Seneca.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Chi vive con superficialità e non si cura di tutto ciò che si muove attorno a sé non apprende nulla del mondo che lo circonda, a volte neanche di se stesso.