Intervista a Laura Vedovati

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Il suo libro

Il sarcofago di Rappi

Libri per bambini

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01/09/2020

Laura Vedovati, classe 1983, dopo aver conseguito gli studi classici, si laurea alla facoltà di architettura, con indirizzo in interni e specializzazione in paesaggistica, consegue un master in bioarchitettura. Si dedica, successivamente, al lavoro di architetto e di insegnante.
Oggi l’autrice ci parlerà un po’ di sé e del suo libro “Il sarcofago di Rappi”.
Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
Sono sempre vissuta a contatto con i bambini e per i miei figli mi sono divertita ad inventare favole, storie, racconti, travestimenti e sorprese per migliaia di sere. Tutti i miei racconti li ho vissuti insieme a loro e, con il loro aiuto ed emozione, hanno preso vita.
Non c’è stato un vero e proprio elemento che mi ha persuaso nella decisione di scrivere questo libro in quel determinato momento, so solo che andava fatto.
Credo che questo libro faccia bene sia agli adulti che ai bambini. Con il tempo si è un po’ persa la magia della classica favola della buonanotte. In questo senso sono una sentimentale e se riuscissi a far sognare anche un solo bambino con i miei racconti, allora il mio scopo sarebbe raggiunto.
La purezza, la trasparenza, l’onestà e la schiettezza che ogni bambino ha dentro di sè, rappresenta una delle cose più belle che l’infanzia ci può regalare e che purtroppo, con il passare degli anni, misteriosamente svanisce. Sono i bambini che dovrebbero spiegare molte cose ai propri genitori.
Quando e come nasce “Il sarcofago di Rappi”?
Rappi è una piccolissima pulce molto curiosa e molto colta che vive al piano terra del condominio della Famiglia Codini e viaggia per il mondo sul suo aeroplano azzurro dalla grande elica gialla. Nella sua tana nasconde un sarcofago ricoperto d'oro, di cui è molto gelosa e dove rinchiude le sue storie preferite.
Ho scritto il libro in poco tempo; se un autore si sente ispirato, nulla può fermarlo.
Spero che ciascun lettore, grande o piccolo che sia, possa capire che, in fondo, non servono superpoteri per essere eroi nella vita di tutti i giorni. I miei personaggi si nutrono di semplicità e determinazione che li porteranno, attraverso fantastiche avventure, a realizzare i loro sogni.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Sì ho altri racconti in cantiere.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Scrivo per passione e disegno fumetti da quando ero adolescente, ma questo non è il mio mestiere. MI occupo di altro, ma il lavoro che mi da più gratificazioni è quello della mamma, un mestiere che nessuno ti insegna ed ogni giorno è sempre ricco di sorprese e di preziosi insegnamenti.
Cosa le piace?
Annoiarmi. Mi piace fermarmi, rielaborare mentalmente i miei pensieri senza alcuno stimolo esterno. Sono questi i momenti in cui riesco a conoscermi di più, mi aiutano ad esplorare i miei lati positivi e negativi ma soprattutto riesco ad essere più creativa. La noia è un ottimo strumento per riflettere e conoscersi. Anche ai miei figli cerco di insegnare il concetto di noia. Molti bambini, oggi, per non annoiarsi optano per la televisione e i videogiochi ma non è l'opzione migliore. Questi mezzi provocano una condizione di iperstimolazione, cosi, una volta terminata la partita, l'ambiente circostante viene percepito come noioso e privo di attrattiva. Invece, annoiarsi, è uno strumento utilissimo per permettere ai piccoli, e non solo, di capire davvero a cosa sono interessati e a quali attività dedicarsi.
Cosa non le piace?
Leimposizioni.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Gli affetti. Non si può crescere senza affetti e la vita è povera e sterile se mancano.

Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Senza ombra di dubbio “Cion Cion Blu” di Pinin Carpi. Con cadenza ristretta attingo sempre alla lettura di “Persepolis” di Margjan Sartapi e gli scritti di Muriel Barbery. Leggo moltissimi fumetti, sono i miei preferiti!
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
C’è una frase di Henri Matisse che identifica alla perfezione lo spirito con cui è nato ed è stato scritto “Il sarcofago di Rappi”: “Ci sono fiori dappertutto per coloro che vogliono guardare.' Può sembrare scontato ma oggi nel 2020, credetemi, non lo è affatto!