Intervista a Stefano Errico

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Il suo libro

Stefano

Narrativa

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04/11/2020

Stefano Errico è nato a Milano il 25 maggio 2002. All’età di sedici anni decise di manifestare la sua grande passione per la scrittura aprendo una pagina Instragram. Raccolse racconti e poesie ritenuti migliori e realizzò questo suo esordio.
Oggi l’autore ci parlerà un po’ di sé e del suo libro “Stefano”.
Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
Sono arrivato a pubblicare quest’opera poiché sentivo la necessità di condividere su più larga scala scritti che ho accumulato nel corso degli ultimi due anni, fissando un punto importante per la mia vita e raggiungendo la primissima e piccola parte del mio sogno: vivere grazie alle mia penna.
Racconti e poesie riguardanti storie che ho vissuto, sognato e sofferto e che sono finalmente riuscito a mettere su carta.
Quando e come nasce “Stefano”?
“Stefano” nasce dall’esigenza, che credo di aver sempre avuto, di scrivere tutto ciò che turbasse, anche minimamente, i miei pensieri.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Potete trovarmi su Instagram come @stefvnoerrico, che è il profilo aperto poco più di un anno fa sul quale condivido ciò che scrivo.
Instagram è il social che uso di più, sugli altri sono poco, o per nulla, attivo.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Ho sempre moltissime idee, alcune che ho già scritto, altre le sto scrivendo o devo ancora scriverle...
Nulla ancora di concreto, anche perché prima che un mio progetto mi convinca definitivamente devo rifletterci parecchio sopra, però non vi nascondo che ci sto effettivamente già lavorando su.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Ho da pochi mesi raggiunto la maggiore età e sono, dunque, ancora uno studente.
In particolare, frequento il quinto anno di liceo scientifico a Milano, sono una persona molto introversa, con pochi ma sinceri amici.
Cosa le piace?
In particolare direi il cinema e la letteratura.
Più in generale risponderei invece “l’arte in ogni sua forma”, compresa la musica e qualsiasi tipo di arte visiva.
Cosa non le piace?
La superficialità di molte persone, l’odio incondizionato che contraddistingue l’essere umano, la volgarità, il buonismo.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Sicuramente l’amore per la scrittura e l’ossessione continua per il tempo, che mi sprona molto ad essere più produttivo possibile.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
“L’insostenibile leggerezza dell’essere”, Milan Kundera.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Una frase tratta da “Il signore delle mosche”, George Orwell: “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali di altri”.