Intervista a Lino Tomei

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Il suo libro

Encima

Narrativa

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09/11/2020

Lino Tomei nasce a Viareggio il 16 settembre 1948. Consegue una prima laurea breve in Marketing alla Scuola di Amministrazione Industriale di Torino, successivamente la laurea in Scienze politiche all’Università di Torino, poi un master in Marketing e Comunicazione all’Università “Luigi Bocconi” di Milano. La passione per la scrittura lo accompagna da sempre e in seguito alle sue esperienze lavorative, è emersa l’idea di creare dei personaggi con tutto il loro carico di emozioni e desideri all’interno di una struttura, il racconto, in grado di attirare l’attenzione e l’interesse di coloro che lo leggono.
Oggi l’autore ci parlerà un po’ di sé e del suo libro “Encima – Oltre il limite”.
Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
Sono riuscito a pubblicare il libro grazie alla Kimerik che ha creduto nelle storie che ho scritto e che ha svolto un ottimo lavoro di editing e grafica.
Quando e come nasce “Encima – Oltre il limite”?
'ENCIMA - Oltre il limite' nasce da un conflitto interiore che mi ha accompagnato per tutta la vita tra il desiderio di eccellere in tutto ciò che ho fatto nella vita professionale e il bisogno di prendere respiro, fermarsi a capire realmente chi sono e cosa vorrei essere in questa vita.
Nei racconti poi ci sono spunti ricavati dalla vita reale come il tango di cui è maestro uno dei miei due figli, il senso di accoglienza di un associazione sita sul lago D'Orta che si occupa di medicina indiana ed attività olistiche, ma soprattutto c'è l'amore, un sentimento che unisce le persone, ma può anche separarle. Non ci sono aggettivi per accompagnare la parola “amore”, salvo la parola “infinito”, ovvero “amore infinito” nei confronti di una bambina autistica, una delle protagoniste del racconto “Il colore della vita”.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Dispongo di una pagina facebook chiamata 'Acque inesplorate', in cui pubblico racconti di marketing, un modo nuovo di introdurre concetti e spiegarli attraverso la dinamica dei personaggi, storie di donne che vanno oltre il limite dei luoghi comuni, interviste immaginarie a donne importanti nella storia, più una sezione a sorpresa, che si chiama “The Mysterious Door'.
La pagina è aperta a chiunque voglia pubblicare storie di donne libere.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Sì, scrivo sempre. Amo scrivere da sempre, anche piccoli racconti che nascono dall'osservazione quotidiana di persone, fatti, oggetti, letture o spunti qualsiasi. Ad esempio ho scritto un racconto che ha preso spunto da un sorriso di una donna al suo uomo sotto i portici nel centro di Torino.
In questo momento sto lavorando a due nuovi libri, uno sul marketing raccontato attraverso il palcoscenico di un teatro. Il teatro si chiama “Accademy for the leadership” e il conduttore esprime concetti che saranno dibattuti con il consenso e dissenso dei partecipanti, ognuno con la sua storia. In mezzo c'è spazio anche per alcune storie sentimentali tra i partecipanti.
Sono convinto che molti concetti strategici di marketing siano più leggibili e comprensibili attraverso una narrazione che coinvolga il lettore all'interno di una storia in cui può immedesimarsi sui singoli personaggi.
L'altro libro a cui sto lavorando è una storia che s'incrocia tra il nostro tempo e il medioevo.
Tre protagoniste, una strega che viene dal passato, una pittrice disillusa dalla vita e una ragazza transgender alla ricerca della sua identità femminile.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Mi occupo di marketing da sempre. Sono stato Direttore Commerciale e Direttore Generale in svariate aziende di settori diversi, da alcuni anni opero come consulente per la comunicazione e il marketing strategico per alcune aziende di beni di consumo durevole.
Sono divorziato con due figli grandi, il primo, Marco ha seguito le mie orme nel settore commerciale, il secondo, Fabrizio, ha più la mentalità dell'artista e come ho detto sopra, oggi è maestro di tango. Vivo tra il lago D'Orta e Torino, dove da alcuni anni ho una nuova compagna, una donna con cui ho deciso di condividere un pezzo della nostra strada di vita.
Cosa le piace?
Sicuramente la lettura, il cinema, il teatro, la fotografia. Leggere, scrivere e fotografare sono le mie tre passioni da sempre. Sono passioni che accompagnano il desiderio di conoscere tutto quanto mi circonda, e quindi anche viaggiare . Sono una persona molto curiosa e grazie al mio lavoro ho potuto conoscere decine di paesi diversi, facendo il giro del mondo almeno 3 volte.
Dimenticavo, amo la competizione, quando e' sana e fa crescere le persone, soprattutto i giovani.
Cosa non le piace?
Non mi piace cucinare, non mi piacciono i luoghi comuni, i discorsi vuoti di significato, le persone poco sensibili, la violenza, soprattutto se esercitata verso le donne, il razzismo e l'ignoranza in generale.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Riuscire a fare sempre le cose che si amano, anche quando sembra impossibile, credere in se stessi e aiutare a crescere chi ti sta vicino, ovvero a dare il meglio di sé in ogni situazione.
Quest'ultima osservazione è il retaggio dell'attività di formatore che ho svolto per molti anni e che in alcune situazioni svolgo ancora.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Mediamente leggo un libro a settimana e mi resta difficile fare una classifica dei libri più belli che ho letto. Tra i tanti ne cito due che mi hanno fatto riflettere molto, uno sulla famiglia i suoi egoismi, viltà e mancanza di responsabilità. Il titolo è 'Laccia', di Domenico Starnone: lo consiglio per la lucidità con cui è scritto. Ripeto è un libro che non può non far pensare il lettore. Non è una lettura incolore e indolore, ognuno di noi ha qualcosa da nascondere nell'armadio ed il nostro ego spesso ci domina anche inconsapevolmente.
L'altro libro che mi ha colpito molto è 'Tutto frammenti e danza' di Guido Maria Brera ed Edoardo Nesi, sicuramente lo consiglio a tutti coloro che hanno creduto nella globalizzazione come fattore di crescita personale e sociale e che invece si sono trovati davanti a un pieno stravolgimento della propria vita.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Mai mai mai arrendersi, Winston Churchill