Intervista a Saverio Fragassi

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Il suo libro

L'amaro profumo dei limoni

Narrativa

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15/11/2020

Saverio Fragassi, classe ‘61, esercita la professione di avvocato da oltre 25 anni. Ha collaborato con periodici e quotidiani nazionali, tra cui La Gazzetta del Mezzogiorno. Appassionato scrittore, ha riempito, per molto tempo, la sua scrivania di testi in prosa e poesia, che vedranno la luce nel prossimo futuro. L'amaro sapore dei limoni costituisce il suo debutto ufficiale nel mondo della narrativa.
Oggi l’autore ci parlerà un po’ di sé e del suo libro “L'amaro profumo dei limoni”.
Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
È stato lo sbocco naturale di un percorso, partito tanti anni addietro. Avere racconti, poesie, composizioni di vario genere, solo e sempre per te, alla fine, ti fa perdere ogni stimolo. “L’amaro profumo dei limoni”, per esempio, è stato, per due anni, nel cassetto. È scattata la molla, la voglia di condividere con qualcuno, pensieri, riflessioni, idee. Svelare al pubblico parte del tuo “io” è diventata, quasi un’esigenza. Insomma, ero allenato e non scendevo in campo, a dirla calcisticamente. Dopo la ultraventennale collaborazione col quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno” di Bari, volevo provare l’emozione, suscitata dalla pubblicazione di un tuo manoscritto. Leggere la tua firma a tergo di un articolo, oramai, mi aveva dato assuefazione.
Quando e come nasce “L'amaro profumo dei limoni”?
Nasce, quasi per gioco. Durante la pausa estiva, ad Ostuni, dove trascorro le vacanze da tanti anni. La quiete ed il silenzio della campagna, favoriscono la lettura e la scrittura. Così nell’estate del 2018 ho iniziato a scrivere, quello che poi sarebbe diventata la mia “opera prima” pubblica. Man mano che scrivevo, mi innamoravo della storia, restando io stesso sorpreso per la sua evoluzione. Il romanzo sarebbe rimasto, a lungo nel cassetto, se non fossi stato costretto, per il lockdown, a restare più tempo a casa. Così tra marzo ed aprile 2020, ho avviato la sua revisione. E oggi, siamo qua a parlarne.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Sì. Sono anche accusato, in famiglia, di essere troppo “social”. Ho profili su Facebook, Instagram e Twitter, col mio nome e cognome. Mi diverto e rilasso, quasi ogni giorno, a scrivere frivolezze ed esternare pensieri leggeri e passeggeri.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Scrivo, scrivo sempre, per me. Sinceramente, sono curioso di capire il riscontro che avrà “L’amaro sapore dei limoni”. Sto meditando, tuttavia, di dare vita ad un seguito. Sono nottambulo ed è nel silenzio della casa che rincorro la fantasia. Chissà…
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Sono avvocato da oltre venti anni. Tratto, prevalentemente questioni di natura civile. Da qualche anno, tuttavia, mi sto affacciando nel settore penale, dove vengo attratto dalla personalità dei clienti, mi piace radiografarne pensieri e condotte. Il mio identikit è quello di un uomo comune. Non mi sono mai piaciuti eccessi e…divagazioni. Sono, marito, genitore e figlio. Amo la famiglia e vi trascorro la maggior parte del tempo libero. Pochi amici. Si possono contare. Ma verrebbero in guerra con me! Ed io farei altrettanto con loro.
Cosa le piace?
Oltre alla passione per scrittura e lettura, da qualche anno, ho “riesumato” lo spirito giovane che è in me. Pratico sporto, con assiduità. Alle prime ore del mattino faccio fit-walking. Ma soprattutto, non appena ho tempo, corro al vicino centro sportivo per giocare a squash. E’ il migliore antistress possibile. Poi perdo le chilocalorie indispensabili per conservare il peso forma e soprattutto mi fa conoscere gente bella e spontanea. Una parentesi di sano ottimismo durante la settimana ricca di impegni e preoccupazioni. Accendo la tv solo per assistere alle partite di calcio e, da qualche mese, sono diventato “serietv-dipendente”.
Cosa non le piace?
La gente arrogante, ipocrita e presuntuosa. Con gli anni ho innalzato la barriera dell’intolleranza, me ne rendo conto. Sarà un mio limite. Per il resto, davvero, non penso a null’altro che non mi piaccia.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Gli affetti e l’amore della famiglia. Il rispetto e la fiducia per gli amici. L’onestà e la trasparenza nei rapporti sociali e professionali.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Sono monotono e monotematico. Leggo quasi in modo esclusivo Ken Follett. E’ il mio idolo. Vorrei avere solo l’1% delle sue capacità espressive e creative. Ho letto “La caduta dei giganti”, “L’inverno del mondo” e “I giorni dell’eternità”. Ma quello più bello è stato “I pilastri della terra”, riletto la terza volta, l’inverno scorso.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Solitamente motti ed aforismi popolano i miei profili social. Per mesi mi ha accompagnato il pensiero di Pablo Picasso “Io faccio sempre ciò che non posso fare, in modo da imparare come farlo” che ho fatto pure stampare su una t-shirt che indosso a squash. Da un po’, invece, è Montesquieu a farmi compagnia “La libertà è quel bene che ti fa godere di ogni altro bene”.