Intervista a Corrado Leoni

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Il suo libro

La Mulatta

Narrativa

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19/12/2020

Leoni Corrado nasce a Dro il 25 Settembre 1942. Laurea in economia politica, docente di Economia Aziendale. Vive a Casola in Lunigiana, diventando presidente della Pro Loco. È alla sua undicesima pubblicazione.
Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un'altra intervista. Oggi parliamo di Leoni Corrado, autore del libro “La mulatta. Il riscatto”.
Cominciamo da questo libro: La copertina colpisce subito. Il titolo poi è molto diretto. Come mai questo titolo?
È un titolo che contiene una provocazione voluta quasi a dar fastidio alle persone perbene e per questo corredato da una parola di speranza qual è il riscatto.




Cosa le piace?
Riuscire a meravigliarsi: osservare la natura, ascoltare, apprendere, Comunicare: leggere, scrivere e suonare il sax.

Cosa non le piace?
La presunzione, l’incompetenza, la doppiezza costruita a sistema.

Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Se dovessi scegliere: sarei orgoglioso di una traduzione in lingua etiope (e in inglese) per far conoscere un tratto di storia che ci accomuna; una trasposizione cinematografica porterebbe alla luce la storia dell’inganno di un’intera generazione di italiani (1923-1945) e la tentazione di escludere e sfruttare chi sta al margine della società per scopi politici e di facile guadagno.

Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Ritengo che per i ventenni il romanzo “La Mulatta. Il riscatto” possa esser una fonte di conoscenza storica sulle avventure coloniali dell’Italia e una riflessione sui rapporti che legano la società; per i cinquantenni un monito a non dimenticare e a non lasciare che i fatti accadano in modo scontato; i settantenni troveranno ricordi nostalgici e uno stimolo ad avere orizzonti di speranza.
Quando e come nasce 'La mulatta. Il riscatto'?
Tutti i giorni la cronaca ci narra di situazioni di emarginazione in molti casi legati alla non corretta gestione del fenomeno migratorio. Molte situazioni hanno origini antiche legate spesso a pregiudizi e a condizionamenti storici. Lo spunto mi è stato dato dalla visione di una bellissima ragazza di colore che in abiti succinti si è recata a fare la comunione.
Quindi c'è un luogo o un momento particolare in cui dice: 'Ecco finalmente adesso scrivo questa storia'?
Sì. Stavo facendo un servizio con la filarmonica Santa Cecilia del mio comune Casola in Lunigiana per una ricorrenza religiosa a Marina di Carrara, quando in chiesa è entrata una ragazza che ha attratto l’attenzione dei fedeli presenti, alcuni dei quali hanno avuto una reazione di rifiuto e di allontanamento. Ho messo la scena in un cassetto e l’ho ripresa e sviluppata quando è successo a me in ambito politico lo stesso atteggiamento di rifiuto e di allontanamento: un’opportunità per riprendere l’idea e scrivere.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Ho una pagina face book, che aggiorno con continuità.
In collaborazione con la Casa Editrice Kimerik ho uno spazio sul sito www.gruppokimerik.com/Autori , dove vengono riportati recapiti, recensioni e premi letterari.
Cosa le piace?
Riuscire a meravigliarsi: osservare la natura, ascoltare, apprendere, Comunicare: leggere, scrivere e suonare il sax.
Cosa non le piace?
La presunzione, l’incompetenza, la doppiezza costruita a sistema.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Se dovessi scegliere: sarei orgoglioso di una traduzione in lingua etiope (e in inglese) per far conoscere un tratto di storia che ci accomuna; una trasposizione cinematografica porterebbe alla luce la storia dell’inganno di un’intera generazione di italiani (1923-1945) e la tentazione di escludere e sfruttare chi sta al margine della società per scopi politici e di facile guadagno.
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Ritengo che per i ventenni il romanzo “La Mulatta. Il riscatto” possa esser una fonte di conoscenza storica sulle avventure coloniali dell’Italia e una riflessione sui rapporti che legano la società; per i cinquantenni un monito a non dimenticare e a non lasciare che i fatti accadano in modo scontato; i settantenni troveranno ricordi nostalgici e uno stimolo ad avere orizzonti di speranza.