Intervista a Veronica Dalla Puppa

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Il suo libro

Se mi prendi per mano ho meno paura

Narrativa

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07/01/2021

Veronica Dalla Puppa nasce a Venezia l'11 settembre 1995 e vive a Cavallino-Treporti. Si diploma presso il liceo socio-psicopedagogico di Venezia e si laurea nel 2019 in Infermieristica presso l'Università degli Studi di Padova. La passione per la scrittura nasce quando Veronica impara a tenere in mano una penna e a mettere assieme le prime lettere. Da allora non ha mai smesso.
Oggi l’autrice ci parlerà un po’ di sé e del suo libro “Se mi prendi per mano ho meno paura”.
Ci vuole dire come mai è arrivata a questa pubblicazione?
Non c’è stato un vero e proprio “Perché”, almeno non c’è stato un unico perché.
Ho sempre tenuto molti diari, anche più d’uno per lo stesso periodo temporale quando le pagine non bastavano più e le cose da dire erano troppe ma ho comunque tenuto sempre tutto per me fino a che con l’arrivo dei social non ho iniziato ad aprirmi un po’ alla volta verso gli altri. E’ capitato poi un giorno di andare a trovare la mia migliore amica in ospedale e portarle una lettera…
“Vero, perché non le fai leggere a tutti le cose che scrivi?” Avevo riso. Poi una lettera ad ogni visita ed ora una ogni qual volta riesca ad andare a portare dei fiori sulla sua foto. Le avevo promesso che ci avrei pensato, poi provato, ma lei le cose non le faceva per provare, le faceva per riuscire. Qualche tempo dopo una collega mi ha posto la stessa domanda, perché non mostri a tutti ciò che scrivi? E csoì ho pensato di “Provare a riuscire”. Non è stato facile mettersi a nudo così, esporsi, è quasi più difficile che stare di fronte allo specchio e fissare un’immagine che non senti come tua ma ora di fronte allo specchio non ci sono più solo io ed è interessante sentire cosa vedono gli altri per quanto non smetta di fare paura.
Quando e come nasce “ Se mi prendi per mano ho meno paura”?
Come già detto “Se mi prendi per mano ho meno paura” nasce da un insieme di scritti, diari, appunti di Biologia che nulla avevano a che fare con la materia, pezzi di discorsi, frammenti di vita, parti di me il tutto messo assieme dopo tanto (forse troppo?) tempo (vedi l’arte giapponese del kintsukuroi).
Ha un profilo social? Ci vuole dare il suo domicilio virtuale?
Si sono presente sia su facebook che su instagram rispettivamente nel primo come Vero Sally Dalla Puppa e nel secondo come Sally_Werok105 (Non escludo un domani di poterne aprire un altro da dedicare esclusivamente a quanto scrivo).
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Di scrivere non smetto mai e non escludo di poter continuare a pubblicare i miei “Pensieri” di poter far nascere, o meglio terminare un racconto che tengo nel cassetto da tanto e che ormai si dice stanco di prendere polvere.
Riserviamo l’ultima parte dell’intervista alle domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e raccontarci il suo mondo privato?
In merito all’ambito lavorativo sono infermiera, ad ora, presso un reparto Covid. Del mio mondo privato non resta molto da dire, ora come ora la mia vita si svolge tra l’ospedale e casa e probabilmente se non fosse per i miei pazienti non ci sarebbe nemmeno più il lavoro. Per tornare a respirare vado a camminare/correre quando il tempo lo concede...allora lascio che il volume della musica giochi o meglio si sfidi coi pensieri facendo a gara per vedere chi riesce ad arrivare più in alto.
Cosa le piace?
Mi piace...camminare, correre, andare in palestra, si lo so dal fisico non si direbbe, leggere...no scherzo, amo leggere; scrivere (o almeno provarci), disegnare (vedi scrivere), andare alla ricerca dell’autostima perduta, le persone che collegano la testa ed il cervello e quelle che pensano prima di aprire bocca; la montagna sempre ed il mare d’inverno, Baby Yoda, chi sa ancora utilizzare il congiuntivo, tenere un diario nonostante abbia 25 anni, giocare (Giocare per davvero! Presente le altalene?), la pizza sul divano, la pizza fredda (Sempre sul divano), gli abbracci (quelli veri, non di circostanza) e le coccole...tante coccole. E i bambini.
Cosa non le piace?
Che mi diano del lei, le persone che non sanno usare il congiuntivo e coniugare i verbi, la falsità, la fine delle serie tv, correre per prendere l’autobus, la solitudine, quella vera, il buio di giorno, il vuoto dentro, le parole giuste nel momento sbagliato, la mancanza di rispetto nelle sue varie forme, le bestemmie, i semi nelle arance e nei mandarini, chi prende decisioni al posto mio, le persone che non percepiscono nulla se non il suono della propria voce, l’intimità forzata.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale nella sua vita?
Una famiglia, un giorno, anche composta semplicemente da me e il mio bimbo.
Il libro più bello letto negli ultimi tre anni?
Se la competono “La bambina di vetro” di Jodi Picoult e “Cambiare l’acqua ai fiori” di Valerie Perrin.
C’è un motto, una frase, un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
“Voglio che la gente dica delle mie opere: “Sente profondamentre, sente con tenerezza”” Vincent Van Gogh.