Intervista a Margherita Versari

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Il suo libro

Diario di un frammento

Diario

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08/01/2021

Margherita Versari (1951) è stata professoressa di Letteratura Tedesca all’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna fino al 2013. Autrice di saggi e pubblicazioni scientifiche, nel 2018 pubblica un volumetto di trentuno poesie dal titolo Tranche de vie (Aracne).
Oggi l’autrice ci parlerà un po’ di sé e del suo libro “Diario di un frammento”.
Ci vuole dire come mai è arrivata a questa pubblicazione?
Un po' per caso, perché l'intenzione non era quella di pubblicare. Ci ho pensato successivamente e, leggendo la pubblicità di Kimerik che mi arrivava nella posta universitaria, mi sono detta “tento”.
Quando e come nasce “Diario di un frammento”?
Nasce circa nel 2008, appunto come diario personale, in una fase della mia vita in cui scrivere mi dava sollievo e costituiva quasi una necessità; scrivere mi è sempre piaciuto ma mi ero dedicata quasi unicamente alla produzione “scientifica”, in parte per mancanza di tempo (la cosiddetta scrittura creativa richiede, oltre al mestiere, spazi e momenti adatti), in parte per una certa incapacità ad uscire dal mio vissuto e a costruire storie narrativamente convincenti. Propendo più per la poesia in quanto forma breve; ma delle cose che ho scritto – sia in prosa che in versi – ho stracciato quasi tutto.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
No, l'avevo ma sono uscita da Facebook da circa due anni; ci perdevo troppo tempo e rischiavo di farmi più nemici che amici.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Ogni tanto una poesia. Ma deve venirmi spontaneo il primo accordo, la tonalità giusta, e questo accade solo in particolari e rare congiunture emotive. Forse, ma solo 'forse', vorrei cimentarmi in una storia non mia e avrei la persona adatta a raccontarmi la propria. Avendo un “canovaccio” che non mi appartiene, potrei anche lavorare con inserti di fantasia.
Riserviamo l’ultima parte dell’intervista a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Ho lasciato quasi completamente quella che è stata la passione del mio mestiere, ossia la germanistica. Recupero letture che, per questioni di tempo, avevo dovuto trascurare. Suono la chitarra classica e mi esercito quotidianamente con la diligenza di una scolara; ascolto musica ma, anche per far questo, serve serenità. Poi un po' di sport, la cura delle amicizie, la gestione della casa e della sopravvivenza (la noia di fare la spesa e di farmi da mangiare); ci sono anche tempi vuoti, ma ho imparato l'arte di gustare l'ozio e di non colpevolizzarmi per le fasi di pigrizia.
Cosa le piace?
Godere delle amicizie prese singolarmente o raccogliere in casa ogni tanto un gruppo limitato di amici; fare acquisti che mi gratificano, evitando le spese da frustrazione, suonare in duetto, camminare in montagna (finché potrò).
Cosa non le piace?
La televisione e il baccano.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Reputerei importante (proprio perché difficile da ottenere) la corrispondenza fra un ordine esterno ed esteriore e un ordine mentale. Poi mantenere ironia e autoironia per restare a galla. E, infine, la capacità di provare entusiasmo e di mettersi in gioco; il che può compromettere il progetto di 'ordine'.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Ho riletto le “Memorie di Adriano” di M. Yourcenar e continuo a trovarlo il libro più bello.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Non ci ho mai pensato, non credo.