Intervista a Irma Kurti

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Il suo libro

I ricordi di un medico

Memorie

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11/01/2021

Irma Kurti è una poetessa, scrittrice, paroliera, giornalista e traduttrice albanese naturalizzata italiana. Scrive da quando era bambina. Ha vinto numerosi premi e riconoscimenti letterari in Italia e nella Svizzera italiana. Nel 2020 le è stato conferito il titolo di Accademico e Presidente Onorario di WikiPoesia, l’enciclopedia italiana di poesia. Ha pubblicato venti libri in lingua albanese, quattordici in lingua italiana e quattro in inglese. Al pubblico è conosciuta anche come autrice di testi di numerose canzoni di successo, con cui ha partecipato a molteplici festival nazionali nonché di musica leggera in Albania, Kosovo e Macedonia.
Oggi l’autrice ci parlerà un po’ di sé e del suo libro “I ricordi di un medico”.
Ci vuole dire come mai è arrivata a questa pubblicazione?
Prima di tutto, ringrazio la casa editrice Kimerik per la nostra lunga collaborazione, siamo arrivati ormai al nono libro pubblicato insieme e, nello stesso tempo, per avermi dato la possibilità di parlare oggi di questa opera.
“I ricordi di un medico” è nato per rendere omaggio al mio papà Hasan Kurti, quel bambino orfano e povero che ha saputo trasformare gli ostacoli e le avversità della vita in forza e risorse per realizzare il suo sogno di diventare medico. Tra le pagine di questo libro, con coautore mio padre proprio perché contiene note dal suo diario si scopre il suo coraggio e perseveranza per raggiungere i traguardi importanti, ma anche la sua bontà e gentilezza, la sensibilità, la capacità di amare e perdonare.
Papà è stato l’unico che mi incoraggiato veramente di inseguire la mia passione per la scrittura da quando ero bambina; era lui che bussava alle porte dei giornali e riviste con le mie poesie in mano, che fino all’ultimo istante della sua vita non si è mai stancato di ascoltarmi, di condividere con me idee e progetti, suggerendomi anche varie tematiche. Questa opera è un atto d’amore verso di lui, ma anche verso mia mamma Sherife Mezini.
Quando e come nasce “I ricordi di un medico”?
Quando mio padre se ne andò per sempre il 19 aprile 2018, il vuoto era incolmabile: cercavo in tutti i modi un contatto con lui, con la sua presenza, la sua immagine. Frugando tra le sue cose ho trovato diversi taccuini con appunti sui viaggi in Italia, su mia mamma, le sue visite all’ospedale, la loro quotidianità. E in quegli attimi mi ha balenato in mente l’idea di raccoglierli, aggiungerli alle note del diario che lui mi aveva già regalato poco tempo prima di ammalarsi e pubblicarli così com’erano: in prima persona.
Una parte del suo diario l’avevo sfruttato per la stesura del romanzo: “In assenza di parole” pubblicato da Kimerik nel 2017 che ha ottenuto numerose recensioni positive e vari riconoscimenti importanti, tra i quali, l’ultimo: primo premio nella sezione degli autori stranieri al Premio di Arte Letteraria “La città della rosa”.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Sì, sono su Facebook come Irma Kurti autore e ultimamente anche su Instagram.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Scrivo di continuo e ho altre opere pronte di poesia e narrativa. Il momento che stiamo vivendo è difficile, perciò tante volte mi trovo nel dubbio se devo pubblicarle o aspettare la normalità, le presentazioni e i contatti diretti con i lettori. Comunque, per il momento, voglio concentrarmi sull’ultima pubblicazione e cercare di condividere con più gente il suo contenuto.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Sono una persona riservata e timida, sensibile e fragile, ma altrettanto forte e determinata, mi piace aiutare le persone e trovare il lato positivo in loro, ascoltarle più che parlare di me stessa. Scrivere per me non è più solo una passione ma un mestiere, al quale mi dedico tante ore durante la giornata.
Cosa le piace?
Mi piace leggere, viaggiare, camminare in un parco verde mano nella mano con la persona che amo, raccogliere sulla riva del mare conchiglie e sentire le onde bagnarmi i piedi. Mi piace sedermi su una panchina in un solito tramonto e tuffarmi nei ricordi del passato, tornare con la fantasia in un piccolo appartamento nel mio paese d’origine, in quei giorni non facili ma pieni di affetto e d’amore in famiglia.
Cosa non le piace?
Non mi piacciono l’arroganza, l’ingratitudine, le persone che parlano solo di sé e dei loro problemi e non ti chiedono mai: “come stai?”.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
L’amore e l’armonia, il rispetto e la correttezza.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Potrei citarne più di uno:
“Un ragazzo” di Nick Hornby
“Sei nelle mie parole” di Charlotte Link
“La ragazza delle arance” di Jostein Gaarder
“Testimone allo specchio” di Mary Higgins Clark
“Fuga dal Natale” di John Grisham.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Sì, una frase di Eleanor Roosevelt: “Nelle situazioni in cui ti fermi a guardare la paura in faccia acquisti forza, coraggio e fiducia. Devi fare le cose che credi di non poter fare”.