Intervista a Elisabetta Turricchia

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Il suo libro

Profumo di tabacco e mirto

Narrativa

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18/01/2021

Elisabetta Turricchia è nata a Imola, dove vive tutt’oggi e svolge l’attività di educatrice con bambini disabile per conto di una cooperativa sociale del territorio. Ha pubblicato Storie sul divano, edito da Editrice Mandragora di Imola, I Racconti di Betta edito dalla Casa Editrice CTL di Livorno, il romanzo L’Equilibrista edito da PlaceBook . Alcuni suoi scritti sono inoltre stati pubblicati da Historica Edizioni, nonché nella terza edizione di Parole D’Italia in cui è stato inserito il racconto L’Isola vuota, nella raccolta Natale Horror del 2019 in cui è stato inserito il racconto il Treno di Babbo Natale e nella raccolta Natale Horror del 2020 con il racconto Il pranzo di Natale.
Oggi l’autrice ci parlerà un po’ di sé e del suo libro “Profumo di tabacco e mirto”.
Ci vuole dire come mai è arrivata a questa pubblicazione?
Sono giunta a questa pubblicazione parlandone con una mia amica scrittrice che lavora nell’ambito dell’editoria e che mi ha suggerito di presentare la mia opera alla Casa editrice Kimerik.
Quando e come nasce “Profumo di tabacco e mirto”?
Ho iniziato a scrivere questo libro nel dicembre del 2019 dall’idea che gli incontri più importanti della vita generalmente accadono per vie del tutto fortuite, riservandomi il dubbio che alcuni di essi possano essere pilotati da forze ignote o da concomitanze gestite da ombre invisibili.
Ha un profilo social? Ci vuole dare il suo domicilio virtuale?
Devo confessare che ho poca dimestichezza con le nuove tecnologie, comunque ho un profilo social su Facebook come Turricchia Elisabetta.
Sta scrivendo? Ha altri progetti nel cassetto?
Scrivo quando un’idea non mi lascia dormire e vuole essere prepotentemente riportata su carta. Non c’è un momento specifico, attendo che siano i protagonisti di una storia a chiamarmi. Ho dei progetti nel cassetto che sono in via di evoluzione.
Ci racconti di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Da più di vent’anni esercito la professione di educatrice nelle scuole elementari e medie con i bambini disabili per conto di una cooperativa sociale che opera sul territorio. Ho due figlie di cui sono orgogliosa sia per avermi dato tre meravigliosi nipoti che per essersi dimostrate mature e responsabili. Inoltre dopo anni bui da cinque anni ho incontrato una persona che ha saputo ridarmi il sorriso e la voglia di vivere. Per molti anni ho frequentato un laboratorio teatrale di genere, che mi ha aiutato a crescere emotivamente potandomi a una maggiore conoscenza.
Cosa le piace?
Innanzi tutto mi piace viaggiare, leggere e andare al cinema, spero che si possa tornare presto. Tra i film preferisco il genere thriller, ma apprezzo molti registri tra cui Woody Allen e Tarantino.
Cosa non le piace?
Non mi piace l’arroganza e l’ignoranza delle persone che non hanno rispetto per il prossimo, per gli animali e la natura.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Nella vita ci sono molte cose importanti, ma ritengo che siano fondamentali le amicizie che non devono essere molte, ma solide. Inoltre sono soddisfatta per essere riuscita ad esaudire il sogno, coltivato fin da giovane, di scrivere racconti e romanzi con i quali posso esprimere i miei sentimenti sperando di emozionare anche i lettori.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
Leggo molto e scegliere un solo libro mi riesce difficile. Comunque IQ84 di Murakami e La vita è un romanzo di Musso appartengono a due generi diversi ma ugualmente capaci di trasmettere al lettore emozioni e sensazioni forti.
C’è un motto o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Una frase che mi calza a pennello potrebbe essere “Non è mai troppo tardi per cambiare la tua vita” che richiama tra l'altro un racconto inserito nel libro “I Racconti di Betta” nel quale due arzille vecchine fuggono da una casa di riposo per affacciarsi nuovamente al mondo. D’altronde io ho iniziato a scrivere a sessant’anni, inoltrandomi in un mondo sconosciuto in questa epoca altamente tecnologica, che non è propriamente la mia!