Intervista a Elvira Delmonaco Roll

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Il suo libro

L'autunno avanza con passo leggero

Narrativa

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27/01/2021

Elvira Delmonaco Roll è nata a Napoli. Ha cominciato a scrivere per caso, dopo che i figli hanno lasciato il nido e dopo aver detto addio alla carriera da docente. Ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti.
Oggi l’autrice ci parlerà un po’ di sé e del suo libro “L'autunno avanza con passo leggero”.
Ci vuole dire come mai è arrivata a questa pubblicazione?
Ho raccolto alcuni miei lavori di diversa ispirazione, di cui solo alcuni sono stati sottoposti al giudizio di alcuni concorsi letterari ricevendone premi e riconoscimenti, così come il mio romanzo Armida. Ho scritto la maggior parte dei miei racconti durante l’ultimo e difficile anno per un mio gusto personale e ho pensato che fosse giusto radunarli in un volume e dare ai miei lettori e prima di tutto ai miei figli, una visione più ampia di me come autrice, sganciandomi dalla trilogia della Morgia.
Quando e come nasce “L'autunno avanza con passo leggero”?
Il titolo del libro fa riferimento a una mia poesia premiata con la targa Gennaro Sparagna lo scorso autunno, una poesia a me cara perché parla della mia percezione del tempo. Ormai l’autunno è la mia stagione che scivola rapidamente nell’inverno.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Come tutti, anche io ho una pagina su FB, dove è possibile leggere i miei post per conoscere meglio i miei libri.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Per il momento mi riposo e raduno le idee. Vorrei scrivere un altro romanzo.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Sono una persona molto semplice e riservata. Vivo in un luogo a me congeniale, col mio giardino spesso fonte di ispirazione, coi miei cani, le mie carpe giapponesi e gli uccelli.
Cosa le piace?
Scrivere, leggere, passeggiare, stendermi al sole, incontrare gli amici, insomma godermi la vita come meglio posso, tranquillamente, al contatto del potere rasserenante della natura.
Cosa non le piace?
Le liti, le diatribe stupide, l’ignoranza, l’intolleranza, l’ipocrisia, la falsità, il chiudere gli occhi alla evidenza, l’incapacità di pensiero autonomo, il cattivo gusto, l’ostentazione, la presunzione, la maleducazione, l’abuso che si fa della parola libertà quando non se ne conosce il significato, eccetera. La lista è ancora lunga.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
La tolleranza che esclude ogni abuso, la conoscenza di sé e del mondo che ci circonda. Questi sono i presupposti per una vita senza razzismo e senza abusi, una vita a livello della dignità dell’uomo. Forse Pascal e Montaigne hanno forgiato nei miei anni giovanili il mio modo di vedere la vita, forse Sartre ci ha messo del suo, ma penso che l’uomo debba assumersi la responsabilità delle sue scelte e pagarne le conseguenze.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Mi è difficile dirlo, ce ne sono diversi, ma devo confessare che tra i moderni non ne ho trovato uno che mi fosse piaciuto tanto da sentirlo come un classico. Per godimento stilistico devo nominare Camilleri, ma reggerà al peso del tempo?
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Sì, è in questo mio ultimo libro: Chi non legge vive nell’eremo del proprio Io. La lettura è per i viaggiatori dello spirito e offre tutti gli itinerari possibili, a scelta. Io viaggio, per questo leggo, ma a volte mi piace anche l’itinerario fai da te. Per questo scrivo.