Intervista a Kevin Mirto

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Il suo libro

Dante e il ritorno di Oscuro

Fantasy

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24/02/2021

Il giovane calabrese Kevin Mirto è stato affascinato da sempre dal mondo dei manga; oggi ci regala una storia tutta sua, fatta da eroici cavalieri e stregoni malvagi.
Oggi l’autore ci parlerà un po’ di sé e del suo libro “Dante e il ritorno di Oscuro”.
Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
Sin da bambino, sono rimasto sempre affascinato dal mondo dei manga, e dei videogames. Già alla tenera età di otto anni, sognavo un giorno di scrivere una storia tutta mia, fatta da eroici cavalieri e malvagi stregoni, quel giorno arrivò precisamente nel 2012, pochi anni fa.
Quando e come nasce “Dante e il ritorno di Oscuro”?
Nasce principalmente dall’esigenza di scrivere, raccontare un mondo parallelo ai limiti della fantasia. La grande passione per il mondo del fantasy, è stato di certo l’elemento chiave che mi ha spinto a raccontare le fantastiche avventure del mio Dante. Il momento in cui è nata l’idea, è stato di certo, quando mi sono accorto che, dopo aver guardato innumerevoli anime in tv o in streaming, mi sono accorto che, potevo creare qualcosa di nuovo, qualcosa che non si era mai visto, e quale miglior modo, di prendere spunto dal sommo poeta Alighieri, e la sua divina commedia? È quasi una sorta di esperimento quello che ho fatto, ovvero unire alcune situazioni analoghe successe all’interno della divina commedia, trascrivendole in modalità manga giapponese, lasciando l’arduo compito ai lettori, scoprire quali analogie all’interno del libro “Dante e il ritorno di Oscuro”, possano essere correlate al più classico della letteratura italiana.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Per tutti quelli che vogliono seguire passo dopo passo la distribuzione, le news, e alcuni retroscena del mio libro, vi basterà cercare su Facebook la mia pagina “Dante e il ritorno di Oscuro-Kimerik Edizioni”.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Al momento sono al lavoro, per continuare le avventure del mio Dante, con un sequel…chissà cosa mai potrebbe accadere dopo le innumerevoli battaglie del primo libro.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Sono un giovane Calabrese di 26 anni, cresciuto nella splendida cittadella di Catanzaro Lido. Dopo essermi Diplomato presso la scuola Alberghiera, nel ramo di Accoglienza Turistica, ho sempre lavorato nel mondo dell’Hotel come receptionist. Da ormai cinque anni vivo a Roma, e nell’ultimo periodo mi sto cimentando in un nuovo mondo lavorativo, quello come speaker radiofonico, una splendida avventura che spero in futuro possa portarmi tante soddisfazioni, anche se quello di scrivere avventure, rimane, e rimarrà sempre il mio sogno.
Cosa le piace?
Amo potermi relazionare con le persone, scambiare idee, confrontarle, metterle in gioco, anche mettermi io stesso in gioco, sono ancora giovane, e per tale ragione, e bene che io debba fare ogni esperienza formativa possibile.
Cosa non le piace?
Sono poche le cose che non mi piacciono, una fra le più importanti è la falsità delle persone. Preferisco di gran lunga un confronto, diretto, cordiale, positivo, e che mi possa far capire dove magari, in determinate circostanze, possa sbagliare, o dove anche altri, possono sbagliare nei miei confronti, l’importante e che dietro ci sia sempre quella grande percentuale di chiarezza, e di onestà.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Sarò forse scontato, ma quello che viene prima di tutto per me è la famiglia. Trovo che sia il punto di origine. Mettiamola così: la famiglia è come un albero secolare, dove su di esso ci sono varie ramificazioni, dove troviamo altri punti indispensabili per la mia vita, il lavoro, la salute, le avventure, le esperienze positive e negative, perché sono quelle che ti fanno crescere, e così via…
Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?
Da appassionato/perdutamente innamorato di Dragonball, il miglior libro, fra i tanti fantasy che ho letto, è di sicuro quello di “Akira Toryama e Dragonball”, dove all’interno ci sono innumerevoli aneddoti sulla nascita dell’anime immortale, i vari retroscena, insomma un “libro diamante” per tutti gli appassionati di Dragonball come me.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Sinceramente no, ma quello che dico sempre io, in generale per contrastare le situazioni negative che ci capitano quotidianamente è sempre 'viva la vita!”