Intervista a Simona Ionela Cherametli

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Il suo libro

Io nel silenzio

Romanzo

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18/03/2021

Simona Ionela Cherametli è nata il 29 agosto 1983 a Constanta (Romania), ed è cresciuta in Italia. È un’appassionata di numeri, lettere, musica, documentari e lunghe passeggiate. Io nel silenzio è il suo romanzo d’esordio.
Oggi l’autrice ci parlerà un po’ di sé e del suo libro “Io nel silenzio”.
Ci vuole dire come mai è arrivata a questa pubblicazione?
Innanzitutto grazie per l’opportunità e per l’interesse mostrato nei confronti del mio libro.
La passione per la lettura e la scrittura c’e sempre stata. Le parole per me hanno un fascino inspiegabile, spesso rimango piacevolmente sorpresa davanti a certe frasi scritte da altri.
Così ho iniziato a scrivere, senza pianificare nulla e senza rendermene conto, stavo dando inizio al mio racconto, giorno dopo giorno per quasi quattro anni.
Una volta completato il mio romanzo, è rimasto nel cassetto per più di un anno. L’avevo fatto leggere soltanto a mio marito, che spesso mi domandava quando l’avrei fatto pubblicare. La mia risposta era sempre la stessa:
“Non è ancora il momento giusto.”
La verità era che mi mancava il coraggio di proporre a una casa editrice il mio manoscritto.
Quando ho ricevuto il contratto di edizione stentavo a crederci.
Da un giorno all’altro ho visto il mio sogno diventare realtà.
Quando e come nasce “Io nel silenzio”?
Per me scrivere è libertà. Ho sempre avuto una fortissima voglia di esprimermi, ma spesso non riesco a dire certe cose, così opto per il silenzio.
Osservo molto, ascolto e scrivo. Ognuno di noi ha un mondo sconosciuto dove rifugiarsi per sentirsi bene. C’e chi dipinge, c’e chi scrive, chi legge, chi fa sport, e tutti abbiamo bisogno di questo.
Basta crederci in noi stessi, perché la forza che abbiamo dentro di noi è come la creatività;
non ha confini.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Internet è una vera e propria rivoluzione tecnologica per il nostro futuro.
Io però non sono molto social, da questo punto di vista sono all’antica.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Sì, non ho mai smesso.
Scrivere per me significa liberarsi dei pensieri che mi fanno stare male. Riesco a rifugiarmi nel mio mondo dove trovo la tranquillità.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Sono molto sensibile, per questo motivo tento a controllare le mie emozioni.
La devozione è una qualità che apprezzo, però prima di fare un passo radicale, scelgo di dare a una persona cara non una ma tantissime possibilità di correggere la situazione.
Lavoro da quattordici anni per una nota azienda di abbigliamento.
Cosa le piace?
Ho passioni e interessi diversi, mi piace stare con le persone, ma allo stesso tempo ho bisogno di prendermi i miei spazi, di stare sola con me stessa, il giusto equilibrio.
Ho anche il mio lavoro che mi piace molto, ma se devo esprimere una sola preferenza, senza alcun dubbio: la mia famiglia.
Cosa non le piace?
I giochi psicologici e i bugiardi.
Cerco di stare lontana dalle persone incuranti che lavorano con il piede sinistro.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Tutto ci insegna qualcosa, ogni esperienza, ogni avvenimento, discussione, un episodio apparentemente insignificante.
Non dare nulla per scontato e apprezzare ogni singola cosa o persona.
La vita è un miracolo.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
“Il gioco di Gerald” di Stephen King
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
“Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile. Sempre.” (Platone)
È una frase che mi ripeto tutti giorni.