Intervista a Antimo Navarra

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Il suo libro

Le origini traumatiche della tossicodipendenza

Medicina e Scienze

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05/05/2021

Antimo Navarra nasce nel 1980. Psicologo e attore teatrale, per NeP edizioni ha pubblicato Il trauma in età evolutiva: possibili conseguenze e modalità di intervento (2019).
Oggi l’autore ci parlerà un po’ di sé e del suo libro “Le origini traumatiche della tossicodipendenza”.
Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
Questa pubblicazione è arrivata in maniera abbastanza spontanea, dopo due anni trascorsi al Servizio Dipendenze (ASL) . Ho avuto la fortuna di lavorare con professionisti veramente in gamba, appassionati e generosi che mi hanno spinto a ricercare, a leggere e a studiare cose che non conoscevo.
Quando e come nasce “Le origini traumatiche della tossicodipendenza”?
Vorrei prima di tutto fare una piccola premessa riguardo questo fenomeno così diffuso.
La tossicodipendenza è una malattia cronica e per decenni, purtroppo, prima che la comunità medica la riconoscesse in quanto tale, l'uso di droghe era considerato un vizio o una devianza.
Quando ero piccolo ricordo che la parola droga era considerata l'anticamera della morte. Drogato significava malvivente, malattie, AIDS.
Non era informazione, era terrorismo psicologico, che a quanto pare non ha messo al riparo nessuno dai rischi di una carriera da tossicomane. Oggi, fortunatamente, le cose sono cambiate anche se alcune credenze sull'uso di sostanze sono ancora fortemente radicate.
Questo libro è nato dall'incontro fortunato con gli utenti del Ser.D di Marcianise (Caserta). Ho imparato tanto da loro. Mi hanno insegnato ad avere pazienza, ad aspettare e a non avere fretta, che le cose hanno bisogno di maturare per giorni, settimane o anche mesi.
Il tempo delle parole arriverà. E sono arrivate, cariche di tristezza, di amore, di paura. Paura di non farcela, paura di quel passato mai passato, paura di stare bene, paura di essere traditi, paura di morire e di non vederci più. Ogni giorno è un regalo ma tutti i giorni il cuore trema al pensiero: chissà se torna! Qualcuno è tornato, qualcuno è ritornato e qualcun altro ancora non riesce a tornare.
Loro sanno che io ci sono.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Ho una pagina facebook 'Antimo Navarra Psicologo' dove condivido contenuti quasi quotidianamente.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Si, ho un nuovo progetto. Da qualche settimana ho cominciato a raccogliere articoli, libri e a scrivere. La prossima pubblicazione riguarderà l'abuso sessuale sugli uomini. Negli ultimi anni, gli studi si sono concentrati sugli esiti dell'abuso sessuale sulle donne, tuttavia, è stata prestata poca attenzione all'abuso maschile. Proprio come le donne, gli uomini abusati sessualmente arrivano a sperimentare gli stessi sintomi post traumatici con l'aggiunta delle difficoltà dovute allo stigma e agli stereotipi. I dati riferiscono che 1 uomo su 38 è stato vittima di stupro prima dei 25 anni. Recentemente, però, sono nate associazioni e gruppi di supporto dedicati proprio agli uomini sopravvissuti a esperienze traumatiche come l'abuso sessuale.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Sono uno psicologo e un attore. Da quasi vent'anni mi occupo di teatro. Collaboro con la compagnia Mutamenti e il Teatro Civico 14 di Caserta. Come compagnia ci occupiamo di produrre spettacoli, organizzare eventi e laboratori di formazione teatrale nelle scuole. Da sempre Mutamenti nella produzione degli spettacoli punta su tematiche che hanno una forte implicazione con la realtà contemporanea: la follia, la camorra, l’oppressione dei media senza dimenticare le favole e il mondo dei bambini, con la forte convinzione che l’educazione e la crescita delle nuove generazioni passi per forza di cose da uno strumento immediato e significativo come il teatro. Al momento, purtroppo, siamo fermi a causa dell'emergenza Covid-19.
Cosa le piace?
Cosa mi piace o cosa mi manca? Perché in questo periodo sono davvero tante le cose a cui un pò tutti stiamo rinunciando: gli amici, le uscite, andare al ristorante o semplicemente passeggiare. Tutto ciò al momento ci è vietato o comunque ci è concesso in parte, rispettando le regole e mantenendo il distanziamento sociale. L'emergenza sanitaria richiede di evitare le occasioni sociali, abbracci o strette di mano ma noi siamo animali sociali, non siamo nati per stare da soli. Abbiamo bisogno del contatto con l'altro. Forse questo mi piace e mi manca allo stesso tempo: condividere la quotidianità con le persone che amo.
Cosa non le piace?
Aspettare. Anche se in questi anni ho dovuto necessariamente rivedere il mio concetto di attesa. Aspettare non sempre è sinonimo di non fare nulla, a volte attendere ci permette di vedere le cose con occhi diversi, di fare maggiore attenzione a ciò che accade dentro e intorno a noi. Però ammetto che non è semplice. La mia parte intollerante all'attesa ogni tanto si fa sentire ma è vero anche che sono migliorato parecchio.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Penso a ciò che ho e mi reputo fortunato. Penso al mio lavoro, al teatro, alla mia famiglia, agli amici. Sono felice così. Ecco, forse reputo fondamentale impegnarsi a curare passioni e affetti, quotidianamente.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Le variazioni del dolore di James Rodhes. È un libro molto duro, diretto, senza fronzoli. Un autobiografia in cui l'autore racconta degli abusi sessuali subiti dai sei ai dodici anni dal suo insegnante di ginnastica ai tempi della scuola. Una vita fatta di droghe, alcol, terapie e centri di recupero, fino all'incontro con la musica classica. Lo stesso Rodhes nel libro afferma che senza la sua musica sarebbe morto già da molto tempo. É un libro che ho letto a più riprese. Il tema è forte e l'autore ha avuto la forza e il coraggio di descrivere nei dettagli l'inferno che ha vissuto da piccolo.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Quando le cose andavano male mia nonna diceva spesso: 'Ogni impedimento è giovamento'. Mi piace pensare che alcuni ostacoli nella vita, sono li per indicarci altre strade, altri percorsi e che ostinarsi a volte non serve, perché forse c'è altro ad attenderci.