Intervista a Giovanni Obezzi

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Il suo libro

Una ragazza di nome Anton

Narrativa

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10/05/2021

Giovanni Obezzi è nato a Vaprio d’Agogna (NO) e risiede a Cavaglio d’Agogna (NO). Si è laureato in Scienze Politiche a indirizzo Economico e ora svolge la professione di commercialista. Ha già scritto cinque romanzi.
Oggi l’autore torna nel nostro salotto letterario perparlarci della sua nuova fatica letteraria “Una ragazza di nome Anton”
Ci vuole dire come è arrivata a questa nuova pubblicazione?
Ero giovane in quegli anni, così ho avuto modo di constatare personalmente lo stile di vita tipico in un piccolo paese rurale. Se per i maschi era difficile proseguire gli studi dopo le Elementari, figurarsi per le femmine. Io, per esempio, ho potuto frequentare le Medie Inferiori solo perché mi ha prestato i libri un amico con qualche anno in più: i miei genitori non avevano denaro per comprarli.
Quando e come nasce “Una ragazza di nome Anton”?
“Una ragazza di nome Anton” è frutto di una profonda meditazione che io ho macinato nella mente per molto tempo. Mi ha fatto ripercorrere un passato avventuroso osservando anche le difficoltà femminili di quel tempo, compresa la fatica patita da mia madre.
Promuove i suoi libri sui social?
Ho promosso i miei libri su Facebook, Instagram e con gruppi di amici.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Ho iniziato a scrivere. Vorrei proseguire “Il gatto di Holmes”.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Come ha affrontato i cambiamenti dovuti alla pandemia?
Le mie giornate sono state riempite dal lavoro d’ufficio e dal relax a mia casa, che per fortuna sono abbastanza vicine.
Come ha trascorso le sue giornate?
La pandemia ha lasciato un segno profondo nel mio animo. Non poter andare al bar per il caffè e per trovare gli amici. All’inizio era vietato persino andare in chiesa. L’auto era parcheggiata in garage ed era vietato recarsi dai clienti, figuriamoci fare una semplice gita.
Quali sono stati gli aspetti negativi? Cosa le è mancato fare?
Alcuni aspetti negativi sono già stati elencati, inoltre non mi era possibile neanche andare da mia figlia e dalla mia nipotina lontane 25 chilometri.
Invece nella sua vita cosa è rimasto invariato?
Continuo come prima la mia professione e la mia passione per la scrittura di romanzi.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi mesi?
Rivisitando la mia biblioteca ho trovato un romanzo che avevo dimenticato di leggere: I misteri di Chalk Hill di Susanne Goga: dolcezza e mistero che appassionano.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Il successo non è mai definitivo, il fallimento non è mai fatale; è il coraggio di continuare che conta. (Winston Churchill)