Intervista a Silvia Vivian

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Il suo libro

L'albero gentile

Libri per bambini

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01/07/2021

Silvia Vivian, classe 1991, nasce a Bassano del Grappa. Dopo il diploma studia presso l’Università degli studi di Padova per perseguire quello che da sempre è il suo sogno: diventare un’insegnante. Il mondo della letteratura per l’infanzia la appassiona da sempre e finalmente decide di mettersi in gioco e di entrare in questo meraviglioso settore.
Oggi l’autrice ci parlerà un po’ di sé e del suo libro “L’albero gentile”.
Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
Questo libro nasce quasi per caso.
Nell’anno scolastico 2019/2020 seguivo un’attività didattica centrata sugli obiettivi dell’Agenda 2030 e aveva quindi al centro il tema della sostenibilità e la sensibilizzazione dei bambini verso i temi ambientali. Spesso, nel mio lavoro come insegnante, parto dalla lettura di una storia per permettere al bambino di “porsi in situazione” e di riflettere su delle situazioni tipo per far emergere le proprie domande e ipotesi. A causa della chiusura delle scuole non mi era possibile leggere ai bambini una storia così ho pensato di inventarla. Ma nasceva un altro problema: le illustrazioni. Più che mai, alla scuola dell’infanzia, le immagini sono importanti per i bambini per fissare i contenuti e mantenere l’attenzione durante la lettura. Così ho chiesto aiuto a Valentino, un vicino di casa appassionato di arte, fumetti e disegno e subito, sapendo che era per i bambini, mi ha aiutato. In sintesi il risultato è piaciuto tanto a bambini, genitori e colleghi e, sull’onda del loro entusiasmo, abbiamo deciso di buttarci e di inviare la nostra storia a qualche casa editrice. La Kimerik ha creduto in noi e ci ha permesso di realizzare questo sogno, ed eccoci qui.
Quando e come nasce “L’albero gentile”?
Come dicevo il libro nasce da una situazione di necessità data dal Covid che mi ha permesso di prendere tempo e dedicarmi a questa mia passione, la letteratura per l’infanzia. Ci tengo a precisare che tutto questo è stato possibile grazie a Valentino, che non ha esitato ad aiutarmi, e alla casa editrice Kimerik che ha promosso la nostra storia.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Certamente, ecco il link: https://www.facebook.com/silvia.vivian.1
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
In realtà si, sto scrivendo e ho due storie pronte che aspettano di essere illustrate, una la sta seguendo Valentino e un’altra invece una mia cara amica. Vedremo, la passione è tanta e anche la voglia di sperimentare.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Sono una docente di scuola dell’infanzia e una mamma di una bambina di tre anni. Sono quindi “immersa” sia a casa che a scuola dai libri per bambini. Questo interesse è nato all’Università di Padova, nel corso di “Letteratura per l’infanzia” ed è poi evoluto negli anni grazie al mio lavoro che mi ha permesso di scoprire, insieme ai bambini, nuove e meravigliose storie. I libri permettono di viaggiare, di scoprire e di meravigliarsi e di, pensare, parlare, condividere nuove idee, emozioni e domande.
Cosa le piace?
Mi piace la natura, adoro camminare e nuotare. Vivo vicino a Bassano del Grappa e mi piace molto il sentiero del Brenta, un percorso pedonale e ciclabile che costeggia il fiume, un luogo per me magico ricco di suoni naturali e di serenità.
Cosa non le piace?
La confusione. So che riderete detto da una insegnante, ma parlo del disordine in termini di disorganizzazione. Sono una persona che pianifica e organizza tutto, ma, con il tempo, mi rendo conto che forse, lasciarsi trasportare, e vivere quindi più serenamente, a volte sarebbe la cosa migliore. In fondo, forse, invece che cercare di essere sempre i migliori o sempre perfetti dovremmo concentrarci piuttosto su come e cosa ci rende felici.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
La famiglia e il mio lavoro. Sono due dimensioni della mia vita su cui posso esprimere me stessa e in cui incontro “l’altro”. La dimensione della relazione fa parte di me, io sto bene con le persone e soprattutto con i bambini. In questi anni mi rendo conto di quanto io sia cambiata, soprattutto grazie, alle persone e ai bambini che ho incontrato. La relazione costa fatica, impegno, ascolto e pazienza ma se ci sia apre all’incontro e si lascia spazio, mentale ed emotivo, a chi abbiamo intorno, possiamo sorprenderci di quanto sia arricchente.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
“La casa del tempo”, un albo illustrato di R.Piumini e R.Innocenti. Il testo e le immagini di questo libro mi toccano sul personale perché parlano di una “casa” e di come essa evolva nel corso del tempo attraversando le stagioni e la guerra. All’età di 18 anni io, mia madre e mio fratello, ci siamo dovuti trasferire per motivi personali e questa è stata per me una grande ferita. Ma, come nel libro di Innocenti, dopo l’inverno torna sempre la primavera e la vita può sempre portare nuove occasioni per essere felici.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
“Nell’amore, non c’è timore” (1Gv 4,18)
Questa frase me l’ha detta mio cugino, Don Davide Vivian, prete missionario in Monzanbico a Beira. E’ una frase che mi ripeto spesso, nei giorni di luce e anche in quelli di buio, per ricordarmi di agire sempre “nel bene” e quindi nell’amore.