Interviste agli scrittori

Il libro “Appunti di un ventisettenne” di Jonathan Filieri!

Jonathan Filieri, classe 1998, è originario della storica città di Lecce. Laureato in ingegneria informatica, attualmente ricopre il ruolo di Agente della Polizia di Stato, un passaggio significativo che riflette la sua dedizione al servizio della comunità e alla sicurezza pubblica.

La sua infanzia, segnata da una profonda tragedia, ha plasmato il suo carattere resiliente. Nel 2007, Jonathan ha subito la dolorosa perdita della madre, Paola Valentini, affrontando il lutto all’età di soli otto anni. Durante la malattia terminale di Paola ha dimostrato forza e maturità, supportandola in un momento cruciale della sua vita. Nonostante la malattia, Paola ebbe anche il coraggio e la grinta di riuscire a conseguire una laurea in servizi sociali presso l’Università del Salento. La memoria di sua madre è stata onorata attraverso l’intitolazione di un reparto di oncologia presso l’ospedale di Casarano – dopo un evento promosso da uno dei medici luminari che la seguiva durante la sua degenza, il Dott. Giuseppe Serravezza – riconoscendo il suo instancabile impegno nella lotta contro il cancro e nelle campagne di sensibilizzazione per la ricerca sanitaria.

Il contesto familiare di Jonathan è caratterizzato da dinamiche complesse: la relazione instabile e critica con la nonna materna ha reso difficile l’affidamento a suo padre, Gaetano Filieri, mentre l’affetto e il sostegno della nonna paterna, Anna, insieme alla zia e sorella del padre, Grazia, hanno costituito un pilastro fondamentale nella sua crescita personale. Questi legami hanno fornito a Jonathan una base solida per affrontare le sfide della vita, contribuendo a forgiare il suo spirito indomito.

La passione di Jonathan per l’informatica si è manifestata sin dalla giovane età, portandolo a frequentare l’istituto tecnico “Enrico Fermi” di Lecce. Durante quegli anni ha stretto amicizie significative che hanno influenzato positivamente il suo percorso. Dopo aver proseguito gli studi presso l’università di Torino, Jonathan ha scelto di dedicarsi alla carriera militare nel reparto d’élite dei Marines della Marina Militare Italiana – la Brigata Marina San Marco. Qui ha acquisito preziose competenze ed esperienza in contesti operativi ad alta pressione, sviluppando un forte senso di responsabilità e un’abilità nella gestione dello stress e del lavoro di squadra.

Con l’obiettivo di completare i suoi studi in ingegneria, Jonathan ha trasferito il suo percorso accademico a Roma, dove ha conseguito la laurea durante il servizio militare. Nel 2024 ha intrapreso il suo cammino nella Polizia di Stato, un ruolo che gli consente di coniugare il suo background tecnico con la vocazione per la giustizia e la sicurezza pubblica.

È coautore, insieme a un suo collega e amico della Brigata San Marco – Antonio Sardella, di un brevetto d’invenzione concesso nel novembre del 2023; un riconoscimento ufficiale del suo contributo al progresso tecnologico.

Appunti di un ventisettenne segna il debutto di Jonathan nel panorama letterario, un’opera che raccoglie riflessioni profonde su temi di vita e questioni spesso trascurate.

Attraverso la sua scrittura, Jonathan Filieri si propone di ispirare gli altri, condividendo i suoi pensieri e riflessioni, con la speranza di accendere conversazioni significative e contribuire a una maggiore consapevolezza sociale.

Eccoci, curiosi e interessatissimi finalmente conosciamo “Appunti di un ventisettenne – Diventare adulti in un mondo che non si ferma” autore del libro Jonathan Filieri.

 

 

Ci vuole dire come mai è arrivata a questa pubblicazione?

Innanzitutto, ringrazio Kimerik e tutti i lettori che avranno modo di poter leggere e apprezzare il mio primo libro “Appunti di un ventisettenne”.

Questa pubblicazione nasce da una serie di riflessioni personali e osservazioni fatte nel tempo, con la consapevolezza che fossero solo uno sguardo sulla vita, sul suo significato e forma, dove queste caratteristiche, ovviamente, risultano essere proprie del singolo individuo, esenti da un’equiparabilità con altri e che sono direttamente condizionate dal vissuto e dal contesto sociale in cui ci si trova a confrontarsi. Come è indicato nella prefazione del libro, quest’ultimo non nasce con l’intento di essere una guida o un manuale per fornire consigli e risposte a domande a cui io stesso, almeno in parte, non ho ancora risposto. Lo scopo è condividere ai più un punto di vista, una prospettiva, una direzione che potrebbe consentire di porsi le stesse domande, o altre ancora, alle quali magari non ci si sofferma mai abbastanza o, molto spesso, si tende a celare per dare priorità ad altro. Inoltre, sarebbe gratificante poter essere un punto di riferimento positivo, per il solo coraggio di mettersi in gioco, per altri ragazzi e ragazze della mia età, per i più giovani e per le persone che hanno già attraversato questa fase di vita, portando quest’ultime a fare un salto indietro nel passato e riflettere su come percepivano la propria vita in questa delicata fase di esistenza, esattamente nell’età di mezzo tra la giovinezza e la fase adulta.

 

 

Quando e come nasce “Appunti di un ventisettenne – Diventare adulti in un mondo che non si ferma”?

“Appunti di un ventisettenne” nasce inizialmente con l’idea di dare forma a questa mole di pensieri e riflessioni, evolvendosi successivamente nel progetto che ad oggi è divenuto un vero e proprio saggio. L’idea è nata intorno al mese di settembre dell’anno 2025, sviluppandosi poi in una bozza, nero su bianco, che dopo diverso tempo è stato possibile trasformarla in un’opera testuale disponibile per i lettori.

 

 

Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?

Si, sono presente sia su Facebook e sia su Instagram, per il momento.

Instagram: @jonnyfilieri

Facebook: Jonathan Filieri

 

 

Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?

Per ora non ho altri progetti letterari nel cassetto, d’altro canto ho dato modo di poter realizzare questo progetto a cui ci ho tenuto particolarmente e sul quale ho investito tempo e risorse. Pertanto, ora mi interessa che prenda la strada giusta e faccia il suo corso, ma non metto in dubbio che in futuro ci possa essere l’occasione di scrivere nuovamente.

 

 

Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?

Sono un ragazzo molto umile, non mi reputo speciale o sopra la media, come alcune considerazioni che ho ricevuto da altri, anzi… direi che ho, come la maggior parte dei ragazzi e delle ragazze, le mie insicurezze e vulnerabilità, i miei pregi e i miei difetti, niente di nuovo e nulla di straordinario. Ed è giusto così. Ad oggi, sono in servizio effettivo come Agente della Polizia di Stato, dopo diversi anni trascorsi al servizio della nazione in veste di Fuciliere di marina in forza alla Brigata Marina “San Marco” – Marina Militare italiana. Sono fiero di ciò che faccio, tra le tante difficoltà e imprevisti a cui questa professione ti sottopone, poter dare il mio contributo al mio Paese e ai cittadini è un ONORE, e lo scrivo in maiuscolo appositamente. È un lavoro come tanti altri, dignitoso come tutti i mestieri e ruoli che si possano rivestire, ma di sicuro ha le sue peculiarità e differenze, seppur dall’esterno non sempre vengono intraviste o percepite. Al contempo, sono uno studente universitario, laureando magistrale in sicurezza informatica, dopo aver conseguito nel 2023 una laurea triennale in ingegneria informatica, a fronte della prosecuzione del mio percorso di studi nel settore informatico che ho seguito sin dalle scuole superiori.

 

 

 

Cosa le piace?

Rispondo brevemente: musica e cinema, sport (soprattutto all’aria aperta nelle belle giornate) e tecnologia.

 

 

Cosa non le piace?

Non mi piacciono le cattive abitudini come il fumo o l’eccedere con l’alcool. Non mi piace stare con le mani in mano, ma tendo ad essere sempre attivo.

 

 

Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?

La famiglia, gli amici giusti e l’amore genuino. Tutto il resto è solo contorno.

 

 

Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?

Attualmente sto leggendo “Il metodo Ikigai” scritto da Francesc Miralles ed Hector Garcia e, parallelamente, “Racconti del terrore” di Edgar Allan Poe, ma un libro che mi è piaciuto particolarmente per il suo significato è stato “Il peso della farfalla” di Erri De Luca.

In programma, successivamente a queste letture, dedicherò il mio tempo a leggere i due libri, “Manager di strada” e “Dentro quella porta”, scritti da mio zio Giuseppe Prete, scomparso a 63 anni a marzo di questo anno per una grave malattia terminale. Lui per me è stato come un secondo padre e una delle figure di riferimento ed ispirazione in assoluto, un uomo dotato di un’intelligenza straordinario unitamente alla sua grande, anzi, grandissima umanità che ha sempre preservato nonostante la sua carriera di rilevante importanza sociale.

 

C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?

“Cambiare non equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare” di W. Churchill

 

 

Saluti i suoi lettori…

Grazie a tutti voi per avermi concesso del vostro tempo e per l’interesse che mostrerete nella lettura. Un saluto a tutti i lettori.