Il libro “Don Totò – Storia di mafia del dopoguerra” di Vittorio Banda!
Vittorio Banda, nato nel 1944 a San Cataldo, nella provincia di Caltanissetta, ha radici a Meana di Susa, nel torinese.
Perito minerario e studente di Ingegneria al Politecnico di Torino, ha lavorato in ambito tecnico e amministrativo fino alla pensione.
Ha pubblicato volumi in dialetto romanesco – Er verme matto, Er massimo der minimo, All’ombra del banano – e la raccolta di racconti Nelle terre del ficodindia. Le sue opere sono apparse in antologie e a teatro.
Neocatecumenale, vive la fede come un continuo cammino di ricerca, raccontato nel suo libro Emmaus.
Eccoci, curiosi e interessatissimi finalmente conosciamo “Don Totò – Storia di mafia del dopoguerra”, autore del libro Vittorio Banda.
Ci vuole dire come mai è arrivata a questa pubblicazione?
I ricordi di quando ero bambino, della strada in cui vivevo e dei vari personaggi nobili che osservavo e che, nella mia mente, confrontavo con i poveri da loro oppressi. Il lento svolgersi della vita con la fatica e la povertà che dominavano la vita della strada.
Quando e come nasce “Don Totò – Storia di mafia del dopoguerra”?
Nasce nella mia vita, nei momenti in cui ho respirato questa aria malsana che ha bloccato molte mie ambizioni, vedendole distrutte e vessate dal sistema mafia che imperava sovrano sopra tutto e sopra tutti.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Un tempo ero presente sui social adesso ho solo dei contatti WhatsApp. Vi è stato un momento in cui ero presente su MySpace, ho avuto sino a 27.000 contatti. Stefania Orlando ha detto che ero il suo poeta preferito. Sono stato rappresentato a Roma al Teatro degli Archi da Ernesta Galeoni, ho fatto parte della giuria della poesia romanesca alla Regione Lazio, ho scritto testi di canzoni… sono stato pubblicato a New York dal magazine Pyramid Art and Literature. Ho vinto diversi premi.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Si sto scrivendo la storia dell’apostolo Pietro con la sua ricerca spasmodica del Signore e con la sua umanità cocciuta. Un’ opera che ha comportato e comporta una grande ricerca nel mondo ebraico e nel mondo romano ai tempi dell’avvento del Signore.
Cosa le piace?
La verità nuda e cruda che trionfa sulla menzogna.
Cosa non le piace?
La falsità in tutte le sue forme.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Viverla come se fosse l’ultimo mio giorno.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
“Non ti chiamerò più padre” di Bacchelli, opera che narra la vera storia di San Francesco.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Mi dispiace di non poter mancare al mio funerale.
Saluti i suoi lettori….
Leggetemi perché io vi adoro, sono certo che vi ritroverete in tante situazioni da me descritte.

