Interviste agli scrittori

Il libro “Mistiche di terra – Il totem è muto, la terra parla, tolto l’inutile” di Massimo Buset!

Massimo Buset nato e residente a Pordenone, sposato con Sofia Linguanotto, tornata al Padre nel 2017, laureato in Scienze sociali e diacono permanente. Appassionato autore di poesia in italiano e nella parlata pordenonese, Buset si è sempre dedicato con cura e attenzione alla ricerca sulle tradizioni del territorio, dei suoi personaggi, divenendo anche cultore della mistagogia della vita e dei suoi simboli che rivelano nella poesia altra poesia. Ha curato approfondimenti di carattere socio-culturale, tra i quali: Il Vero senso della vita – Saggio, M.a.u., 1984; La comunicazione nel nucleo famigliare moderno, Università degli Studi di Urbino, 1990; Coppia, comunicazione e fede, Istituto Formazione Teologica Pordenone, 1995; Coppia e teologia del dono, Centro Pastorale di Evangelizzazione, 2001. È autore di E non sarà mai sera – Liriche, Club Autori Editori, 1981; Mi par ti – Poesie nella parlata pordenonese, Edizioni ProPordenone, 2017; Sofia, Circolo culturale Menocchio, 2018. Ha lavorato con il maestro e amico Nico Pepe alla rappresentazione del recital poetico Amore. Email: mistichediterra@gmail.com

Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un’altra intervista. Oggi parliamo con Massimo Buset, autore del libro “Mistiche di terra – Il totem è muto, la terra parla, tolto l’inutile”.

 

Quando e come nasce “Mistiche di terra – Il totem è muto, la terra parla, tolto l’inutile”?

“Mistiche di terra” è il percorso di una vita alla ricerca di una sempre maggiore consapevolezza, conoscenza e, successivamente, condivisione, che, a maggior ragione oggi, ci può aiutare ad andare oltre la sopravvivenza, alla possibilità del risveglio e alla coscienza profonda della nostra divinità, oltre la decadenza, che oggi è evidente. C’è invece un maggior valore, un’espressività che ci appartiene, delle quali possiamo riappropriarci. Noi siamo e possiamo, nel bene, più di quello che crediamo di poter esprimere.

 

Quindi c’è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questo libro?

No, quello che scrivo è nella mia vita di ogni giorno e la vita è poesia; non bisogna entrare nell’inganno che la poesia è legata al solo scrivere, ma la poesia è espressione e possibilità di ognuno di noi. Essa è viva in ogni gesto e in ogni sostanza, anche inanimata. È la continua riscoperta di noi stessi, al di là di ogni limite. In ogni mia poesia, i simboli sono umili vie di conoscenza che entrano in contatto e in dialogo con il lettore, proponendo vie nuove. Quindi, questo libro nasce nella quotidianità della mia vita ed è un dono che, mediato dalla poesia con il suo linguaggio e i suoi simboli, rivolgo alla vita di ogni lettore, con le eventuali scoperte che ne derivano. La poesia è come il mosto che eleva il calice dell’essere.

 

Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?

Sì, potete trovarmi su Facebook come Massimo Buset e su Instagram (@massimobusetd), oppure nella mail dedicata al libro mistichediterra@gmail.com.

 

Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.

Che cos’è la bellezza?

La bellezza è innanzitutto voler riprendere contatto con la verità e le sue manifestazioni, con la nostra interiorità e le intuizioni e qui vi è la chiave di “Mistiche di terra” e di ciò che voglio condividere con chi vuole alimentare o cerca il senso della propria vita.

PS: ringrazi Marzullo per la domanda!

 

Cosa le piace?

Mi piace ogni sottile rivelazione, che nasce da ogni persona e dall’intera creazione.

 

Cosa non le piace?

La decadenza, l’uniformità, che colgo ad ogni livello, anche se, per me, la vita è sempre vita ed è più forte di ogni umiliazione. La stessa poesia può trasformare ogni mortificazione in volo, perché essa è nella possibilità di riscoprire noi stessi al di là di ogni annientamento, rimetterci fin gioco.

 

Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o un’adozione universitaria?

Preferirei l’adozione universitaria, perché nelle traduzioni, peraltro non facili, è possibile che l’opera perda il suo colore originale, se non sono fatte con sensibilità e sintonia con l’autore. Comunque, non mi precludo a nulla e sono disponibile a sperimentare eventuali nuove proposte.

 

Il suo pubblico ideale ha 20, 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?

No, la poesia non ha limiti d’età; quello che scrivo è rivolto ad ogni persona, al di là della sua corrispondenza. Se la mia poesia, con il suo messaggio, può servire a qualcuno o a qualcosa, credo di aver espresso e concretizzato il senso profondo del mio scrivere e della mia esistenza.

A tale fine “Mistiche di terra” diventa un’esperienza, che se accostata entra in dialogo con chi ascolta e, forse, può portare più in là.

 

Saluti i suoi lettori con un aforisma o una citazione che parli di lei e delle sue emozioni…

Sovente morire è ostinarci a camminare per un angusto sentiero mentre davanti a noi abbiamo l’infinito.

Ma chi ascolta davvero?

 

Massimo Buset