Il libro “Quando ho smesso di nascondermi” di Teresa Ceglia!
Teresa Ceglia è nata nel 1999 ed è cresciuta tra le campagne di Benevento e Avellino. È laureata in Marketing e lavora come professionista nel settore digitale. Il libro Quando ho smesso di nascondermi è il suo esordio letterario.
Eccoci, curiosi e interessatissimi finalmente conosciamo “Quando ho smesso di nascondermi”, autrice del libro Teresa Ceglia.
Ci vuole dire come mai è arrivata a questa pubblicazione?
Ho sentito l’esigenza di raccontare qualcosa che mi era accaduto e che ha segnato profondamente la mia vita. Scrivere è stato, per me, un modo per dare un senso a quel dolore, per affrontarlo e in qualche modo esorcizzarlo.
Quando e come nasce “Quando ho smesso di nascondermi”?
Nasce dopo un evento che ha profondamente segnato la mia vita quando avevo 14 anni. A quell’età mi sono trovata ad affrontare una situazione molto difficile, in cui qualcuno ha approfittato della mia giovane età, della mia fiducia e della mia vulnerabilità. È stata un’esperienza che mi ha lasciato ferite profonde e che per molto tempo ho portato dentro di me in silenzio.
Scrivere questo romanzo è stato il mio modo di trasformare quel dolore in qualcosa di utile. Ho scelto di raccontare una storia che potesse parlare soprattutto agli adolescenti, a chi si sente solo, incompreso o schiacciato da ciò che ha vissuto.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Certamente. Potete trovarmi sui social cercando Teresa Ceglia. Condivido contenuti legati alla mia attività professionale, ai miei progetti e al mio percorso di scrittura. Sarò felice di confrontarmi con voi e di ricevere i vostri commenti sul libro.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Sì, attualmente sto scrivendo il mio terzo romanzo e ho appena terminato un saggio. La scrittura per me è un percorso continuo di ricerca, crescita e condivisione, quindi sono sempre impegnata in nuovi progetti.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autrice, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Volentieri. Mi chiamo Teresa Ceglia, sono una scrittrice e una professionista della comunicazione e del marketing. Da anni lavoro nel mondo dei social media, aiutando aziende e professionisti a raccontare la propria identità attraverso i contenuti digitali.
Parallelamente porto avanti il mio percorso di studi e la mia attività di scrittura, che rappresenta una parte molto importante della mia vita. Amo leggere, studiare, viaggiare e osservare le persone: spesso sono proprio le storie, le emozioni e le esperienze umane a ispirare ciò che scrivo.
Per quanto riguarda il mio mondo privato, posso dire che è fatto di affetti, di valori e di una continua ricerca di crescita personale. Le esperienze che ho vissuto, comprese quelle più difficili, mi hanno insegnato a guardare la vita con sensibilità e a credere nella forza delle parole. È proprio da questa convinzione che nascono i miei libri: dal desiderio di trasformare le esperienze in qualcosa che possa essere utile, di conforto o di ispirazione per gli altri.
Mi considero una persona curiosa, determinata e profondamente convinta che ogni storia, anche la più dolorosa, possa diventare un’occasione di rinascita.
Cosa le piace?
Mi considero una persona molto curiosa, creativa e sempre alla ricerca di nuovi stimoli. Tra le mie passioni c’è la fotografia, perché mi permette di fermare un istante e raccontare emozioni attraverso un’immagine. Amo la lettura e la poesia, che rappresentano per me una fonte continua di ispirazione, e la musica, che accompagna molti momenti della mia vita.
Ho anche una grande passione per gli animali. Credo che abbiano molto da insegnarci in termini di sensibilità, fedeltà e amore incondizionato, e il loro benessere è un tema che mi sta particolarmente a cuore.
Nel tempo libero pratico nuoto, che mi aiuta a ritrovare equilibrio e serenità, e mi dedico al teatro, un’esperienza che mi ha insegnato a esprimermi meglio e a comprendere più profondamente le emozioni umane.
Accanto a queste passioni continuo a lavorare su nuovi progetti digitali, editoriali e creativi. Amo imparare, sperimentare e mettermi in gioco, perché credo che ogni esperienza contribuisca ad arricchire il mio percorso personale e professionale e, naturalmente, anche il mio modo di scrivere.
Cosa non le piace?
Non amo fare le file. Non amo chi non apprezza il confronto ma soprattutto odio i pregiudizi, quelli che portano a giudicare una persona senza conoscerne la storia. Forse anche per questo, nei miei libri cerco sempre di guardare oltre le apparenze e di raccontare la complessità delle emozioni e delle esperienze umane.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Nella mia vita reputo fondamentali la famiglia e mio marito, che rappresentano il mio punto di riferimento e il sostegno più grande nei momenti belli e in quelli difficili. Credo profondamente nel valore degli affetti autentici, perché sono loro a darci forza e a ricordarci chi siamo.
Un altro valore che considero essenziale è la gratitudine. Ho imparato che la felicità non si trova sempre nei grandi traguardi, ma spesso nelle piccole cose di ogni giorno: un sorriso, una parola gentile, il tempo trascorso con le persone che amiamo. Sono proprio questi piccoli momenti a costruire qualcosa di grande, perché, come amo dire, sono i mattoni che permettono di costruire una torre.
Infine, nella mia vita un posto importante è occupato dalla fede in Dio. La fede mi aiuta a trovare significato nelle difficoltà, a guardare avanti con speranza e a non dimenticare mai il valore delle cose che davvero contano.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Uno dei libri più belli che ho letto negli ultimi tre anni è stato Tutti i fiori di Parigi di Sarah Jio. È un romanzo che mi ha colpita profondamente per la sua delicatezza e per il modo in cui intreccia passato e presente, amore, dolore e speranza.
È una storia che parla di resilienza, di seconde possibilità e della forza che le persone riescono a trovare anche nei momenti più difficili.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Mi riconosco molto nelle parole di Giovanni Pascoli:
“È dentro di noi un fanciullino.”
Credo che questa frase racchiuda la capacità di conservare stupore, sensibilità e speranza, anche da adulti. È un modo di guardare il mondo che sento molto mio e che ritrovo anche nella mia scrittura.
Saluti i suoi lettori…
Vorrei salutare i miei lettori con un messaggio che porto nel cuore:
Non sei solo. Non sei inutile. Puoi sempre farcela. Non lasciare che siano gli altri a decidere chi sei o quanto vali. La tua storia appartiene a te, e sei tu a scegliere chi diventare.
Credi in te stesso, anche quando sembra difficile. A volte la forza che cerchiamo è già dentro di noi e aspetta solo di essere scoperta.
Questo è il messaggio che vorrei lasciare

