Il libro “Una vita arrischiata” di Cristiana Lancioni!
Cristiana Lancioni (Osimo, 1978) è docente di Lingua e Letteratura Inglese e scrittrice. Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo But I love delicacy (2024), Movies into English Lessons (2024), Oltre & Altro (2024), Writing Loving (2023), The lovely thing, we are (2023) e L’autismo tra i banchi di scuola (2023).
Eccoci, curiosi e interessatissimi finalmente conosciamo Cristiana Lancioni, autrice del libro “Una vita arrischiata”.
Ci vuole dire come mai è arrivata a questa pubblicazione?
La scrittura è forse l’atto che più condensa bellezza e poesia nella mia vita, in questi anni. Tramite essa riesco a rivelare la mia intimità, tutta la mia bellezza e tutto il mio dolore. Non c’è scrittura senza bellezza. Non c’è scrittura senza dolore. Ogni libro mi mantiene viva. Le parole e le lingue che contengono danno voce alla parte più vera di me, al mio desiderio, e forse al mio segreto.
Ogni mio libro dichiara, a chi lo legge, sempre e solamente “Eccomi! Io sono qui. Esisto; ci sono”. È dal silenzio che nascono i miei libri.
Quando e come nasce “Una vita arrischiata”?
L’aggettivo del titolo di questo libro è un dono ricevuto da una mia cara collega, Paola Mancinelli, durante un corso di formazione in un pomeriggio piovoso. Dopo il corso sono andata qualche ora in piscina, come faccio spesso, quando ho un po’ di tempo solo per me. A lezione in piscina, la mia insegnante di aquagym Sabrina, che da anni mi aiuta a tenere in forma il mio corpo in fase di cambiamento, che sta invecchiando senza il mio permesso dopo 47 anni di vita (la mia), mi faceva notare che mentre nuoto non respiro abbastanza, non mi tranquillizzo, non mi fido dell’acqua. Infastidita dalle sue parole, non rispondo e mi sdraio a pancia in su nell’acqua, lasciandomi sollevare da essa. Quello che Sabrina mi chiedeva, di respirare in acqua, mi costava fatica, mi era scomodo, un atto innaturale e rischioso. «Cristiana» mi diceva «Respira in acqua, fidatati di essa». La notte successiva tutto questo mi riappare in sogno.
Da qualche settimana avevo in testa questo libro, restando però bloccata, ferma, come se il contenuto fosse in me da tempo ma non riuscivo a farlo uscire, a dargli le giuste parole, a metterlo nero su bianco e portarlo alla luce. Passavano i giorni e l’idea mi veniva continuamente in mente, senza però iniziare a scriverla perché non ne ero convinta; non me la sentivo di rischiare di nuovo con la scrittura.
Sognai di essere in piscina, la piscina Vescovara di Osimo, a pochi chilometri da casa. Entravo in acqua con decisione. Non c’era nessuno. Solo Sabrina che mi aspettava al bordo piscina, seconda corsia in fondo, dove non ci sono i blocchi di partenza. La raggiungo e le dico che ho iniziato a scrivere il mio undicesimo libro. Le accenno che il titolo è assurdo e surreale, che i miei pensieri ruotano da settimane intorno a queste due parole: “Una Vita Arrischiata”. Sabrina sorride «Finalmente respiri in acqua, ora ti fidi di lei». Poi mi chiede cosa è cambiato, come finalmente ho preso questa decisione. Le rispondo che come sempre ho solo bisogno di tempo, di trovare il mio ritmo e poi fare il salto, tuffarmi. Io ho bisogno del mio tempo.
Mi sveglio tranquilla, riposata, serena. Era tanto che non accadeva. Ho un titolo per il mio prossimo libro, tante idee in testa e una voglia matta di fare colazione. Finalmente, dopo giorni, ho di nuovo fame; e sono pronta per ritornare a scrivere.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
https://englishwithcristianalancioni.wordpress.com/
https://www.instagram.com/cristianalancioni/
https://www.facebook.com/cristiana.lancioni
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Il tempo passa, ma la scrittura sembra non passare mai, imprimendosi nelle pieghe del tempo stesso. Mi salva dal furore della vita, dalla sua follia e dalla sua ferocia, dalla sua insensatezza. È un nascondiglio per me, un rifugio. Con la mia scrittura sono al sicuro, sono a casa: il mio angolo di pace nell’infinito dolore e squallore del mondo. Quando compongo un testo mi allontano dai rumori e dimentico quei volti incattiviti dalla vita che quotidianamente incontro. La scrittura è un amuleto portafortuna; il mio segreto che non posso sciogliere né raccontare. Forse la scrittura mi aiuta a conoscere l’ignoto che giace in me. Non è un caso se ho donato la mia vita alle lingue straniere.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autrice, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Insegno lingua e letteratura inglese nella scuola secondaria di secondo grado italiana, collaboro con le Istituzioni della mia regione per la formazione e il reclutamento dei futuri docenti e scrivo.
Cosa le piace?
Mi piace chi entra nella vita degli altri con estrema lentezza, in punta di piedi.
Mi piace chi con la coda dell’occhio scorge tutte le tue cicatrici e tace.
Mi piace non piacere a chi non mi piace, significa che le cose in cui credo sono chiare.
Mi piace pensare che tutto abbia un senso profondo, a volte confuso, altre solo in parte svelato, spesso ignoto.
Mi piace incontrare quelle persone che ogni volta che mi vedono mi vivono con cura.
Cosa non le piace?
Non mi piace usare la gente e non voglio che la gente lo faccia con me.
Non mi piace la disparità di trattamento e che le regole valgono solo per alcuni.
Non mi piace mentire.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Non ho smesso di credere nell’inutilità del rancore e ho continuato ad augurare fortuna persino a chi, quasi certamente, non ne ha augurata a me. Ma non l’ho fatto per bontà, l’ho fatto per me stessa. Perché rimanere fedele ad alcune cose è di gran lunga più gratificante del vivere aspettando l’infelicità degli altri.
Ho scoperto che credere nei gesti d’amore può fare la differenza e che l’unica cosa che l’amore vuole in cambio è soltanto altro amore.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
“Il futuro lo fai tu, con le tue mani, con il tuo cuore, con il tuo amore, con le tue passioni, con i tuoi sogni. Con gli altri.”
Papa Francesco

