Il libro ““Gli scomunicati. Nascita della Costituzione” di Corrado Leoni!
Corrado Leoni nasce a Dro (TN) il 25 settembre 1942.
Frequenta il liceo classico e si diploma a Trento.
Lavora in Germania e milita nel sindacato con elezione nel Consiglio di fabbrica. Negli anni Settanta lavora presso l’ENAIP-ACLI, nella formazione professionale a Trento, e diventa direttore ENAIP a Francoforte sul Meno per la formazione professionale degli emigrati italiani. Nel 1979 consegue la laurea in Economia politica presso la Facoltà di Economia e Commercio di Trento con la tesi: Sviluppo economico della Repubblica Federale Tedesca 1950-1978.
Si iscrive all’Associazione Italiana Traduttori e Interpreti presso la sede di Genova, provincia nella quale entra di ruolo con concorso ordinario nelle scuole superiori per l’insegnamento di Economia aziendale, che svolge negli istituti tecnici commerciali di Genova, di Chiavari, di Rapallo.
Negli anni novanta viene eletto consigliere comunale nell’Amministrazione di Rapallo.
Dal 2002 vive a Casola in Lunigiana (MS), comune di nascita della moglie Reana, dove promuove la fondazione della locale proloco e collabora come corrispondente del settimanale Il Corriere Apuano.
Oggi parliamo con Corrado Leoni, Autore del libro “Gli scomunicati. Nascita della Costituzione”.
Quando e come nasce “Gli scomunicati. Nascita della Costituzione”?
Grazie per l’attenzione. Tengo a precisare che questa è la mia diciottesima opera letteraria, di cui ben tredici pubblicate con codesta Casa Editrice Kimerik, tre saggi e dieci romanzi.
Gli scomunicati Nascita della Costituzione è la prosecuzione di un ciclo di pensiero nel seguire e descrivere l’evolversi delle persone comuni, che partecipano all’evoluzione della società nel XX secolo, passando dalla preponderanza della civiltà verso la società industriale e post industriale, su cui ha influito anche la seconda guerra mondiale con la lotta di liberazione promossa dalla resistenza, da cui scaturiscono i principi per la stesura della Carta Costituzionale.
C’è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questo libro?
Posso azzardare nel dire che è il sogno di un bambino nato nel periodo della seconda guerra mondiale, ma che crescendo ha osservato la spinta economico sociale di una popolazione, per passare dalla miseria e dalla disgregazione prodotta dalla guerra, attraverso la volontà e l’impegno di contribuire ad un vivere comune più libero, solidale, partecipativo, che trova la sua espressione giuridica nella Carta Costituzionale.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Ho un profilo social in una pagina Facebook, sulla quale scrivo, oltre a riflessioni personali, anche la partecipazione a fiere letterarie, a presentazioni dei miei scritti in varie località e con la promozione di molte associazioni culturali e a numerosi premi letterari.
Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Perché ho scelto che nel titolo vi fosse anche la parola “Gli scomunicati”. Con il termine voglio esprimere l’aspetto positivo dello stesso, cioè il punto di vista e l’atteggiamento di chi subisce l’esilio, la scomunica, l’esclusione fin anco il carcere per la sua scelta di vita; in altre parole la posizione dell’eretico cioè di coloro che sostengono idee e scelte divergenti dal dogma imposto o dal pensiero conformista generalizzato. I costituenti erano praticamente tutti uomini e donne che avevano fatto una scelta diversa dall’omologazione del pensiero fascista.
Cosa le piace?
Comunicare. Scambiare opinioni. Leggere. Osservare la natura che ci circonda. La gradualità delle stagioni e dell’evoluzione.
Cosa non le piace?
L’autoritarismo cioè la soppressione di ogni dialogo e le decisioni prese in modo acritico. Aborro il pressapochismo e il fanatismo di tutti i generi: religioso politico sociale, la banalizzazione dei rapporti sociali.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Chi non vorrebbe il riconoscimento di tanto lavoro? Tra l’altro si trattano argomenti di alto interesse storico politico e sociale con valenza internazionale.
l suo pubblico ideale ha 20, 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Ritengo che gli argomenti trattati possano interessare alle persone di ogni età, perché coinvolgono il nostro vivere quotidiano.
Incuriosire a leggere è sempre un’ardua impresa, ma da chi ha iniziato a leggere i miei scritti, posso affermare, di avere parole di apprezzamento e sostegno.
Saluti i suoi lettori con un aforisma o una citazione che parli di lei e delle sue emozioni…
Ritengo che il “flectar non frangar” esprima al meglio la dignità e la libertà di ogni essere umano, nel rispetto della crescita personale, capace di adattarsi alle varie situazioni: avversità o opportunità della vita, senza perdere la propria identità.

