Interviste agli scrittori

Il libro “Epifania. Storia di un risveglio” di Francesca Sabatini!

Francesca Sabatini è nata e vive a Roma. Ama i viaggi, la lettura e l’esplorazione dell’animo umano. Ha esordito nella scrittura pubblicando il romanzo Forse, nel quale indaga il “diventa ciò che sei”. Ha collaborato come ghostwriter alla stesura di relazioni, presentazioni, congressi scientifici e articoli divulgativi.

Eccoci, curiosi e interessatissimi finalmente conosciamo “Epifania. Storia di un risveglio”, autrice del libro Francesca Sabatini.

 

Ci vuole dire come mai è arrivata a questa pubblicazione?

Per rispondere ad una mia domanda: si legge quasi quotidianamente di abusi, di manipolazioni affettive. Mi sono quindi chiesta:

“Perché si cade in questi tranelli? cosa succede? Si, la teoria insegna ma in pratica come accade? Considerando inoltre che spesso le vittime dei soggetti abusanti sono persone brillanti, empatiche, di valore (a meno che non siano manipolatori più furbi, ma questo è un altro scenario)”.

E da lì sono partita.

 

Quando e come nasce “Epifania. Storia di un risveglio”?

Mi sono documentata ed ho cercato di raccontare, immaginando una storia semplice e comune, come si può inciampare e cadere in concreto in una relazione tossica, quasi senza accorgersene. E quale sia la via di fuga, nonché i codici per non caderci mai o non ricaderci più.

Il mio romanzo non si limita a descrivere i comportamenti dei manipolatori affettivi, c’è molta letteratura in merito; è necessario conoscere le loro strategie per poterli individuare ed allontanarsi, ma il mio contributo è pensato soprattutto per chi nella relazione disfunzionale c’è caduto e non lo comprende.

Provare a far riflettere tutte quelle ragazze, donne, anche ragazzi e uomini che vivono o hanno vissuto una relazione abusante senza saperle dar nome, raccontando come tutto ciò accada in concreto, come si sviluppino tali sottili dinamiche, e come possa essere semplice farne inconsapevolmente parte. Solitamente ci si concentra su quelle tra partner, ma le relazioni abusanti sono anche genitoriali, amicali e, se per vari motivi non ci si può totalmente allontanare, vanno gestite per proteggerci.

Non tutti riescono ad affrancarsi, alcuni dopo molti tentativi. Ma la posta in palio è la pace e la serenità. E la consapevolezza che l’amore vero è presenza, ascolto, rispetto e crescita reciproca. Non richiede annullamento, non pretende sacrifici assoluti, non si nutre della fragilità dell’altro. È un luogo in cui si può sbagliare senza essere puniti, in cui si può crescere senza timore.

Ci sono ferite invisibili che devono essere illuminate e riconosciute da chi le subisce così come da chi è chiamato ad essere di supporto ad un essere umano in quel momento fragile, che ha bisogno di un gancio a cui aggrapparsi per trovare la forza ed il coraggio di riprendersi la vita. Mi rendo conto che se ne parla forse solo quando accade una tragedia, però non tutti i soggetti abusanti sono degli omicidi, non tutte le relazioni tossiche comprendono violenza fisica, non appartengono solo a contesti degradati. Abitano anche in contesti insospettabili. Sarebbe certamente più semplice se fossero facilmente identificabili, ma i soggetti abusanti non sempre lo sono. Nella maggior parte dei casi sono piacevoli maschere che celano altro. Manipolazioni invisibili, graduali, progressive e devastanti i cui effetti penso debbano essere più considerati. Ascolto poche narrazioni sugli stati d’animo, le sensazioni, la sofferenza emotiva e fisica di coloro che subiscono le conseguenze di un rapporto tossico. Anzi, spesso vengono colpevolizzati da chi non crede, non comprende ma punta il dito, con il solo risultato di farli arretrare per vergogna e per la paura di non essere creduti.

Il mio romanzo vuole essere soprattutto un invito alla consapevolezza. Uscire da una relazione tossica è possibile, doloroso ma possibile. La storia di Elisabetta dimostra che si può cadere, si può soffrire, ma si può anche rialzarsi e tornare a respirare, purché si scelga di farlo.

 

Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?

Ho un profilo Instagram francysabatini@2021 ed uno Facebook con il mio nome, ma lo uso poco.

 

Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?

Si, sto scrivendo un altro romanzo. Mi sto concentrando sulle seconde possibilità che alle volte per iperprotezione vengono ignorate.

 

Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autrice, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?

Il mio mondo privato preferisco resti tale, sono molto protettiva rispetto alla mia sfera personale. In questi tempi di sovraesposizione credo sia quasi un atto rivoluzionario.

 

Cosa le piace?

Viaggiare. Mi inebria e stupisce. Nel tempo ho imparato ad essere viaggiatrice e non solo turista.

 

Cosa non le piace?

Non mi piace la superficialità. Preferisco immergermi anziché galleggiare.

 

Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?

Fare caso al bello che accade e gioirne.

 

Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?

Bella domanda. Ne ho letti tanti che mi sono piaciuti, non saprei fare una classifica. Però posso dirle che uno che mi è rimasto addosso ormai da svariati anni e che ogni tanto mi piace rileggere è “Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen.

 

C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?

‘Allontanare le persone nocive non significa odiarle, significa avere rispetto per se stessi’ Sigmund Freud.

 

Saluti i suoi lettori…

Abbiate cura di voi, del vostro valore e ricordate che da ci chi ferisce ci si allontana.