Il libro “Nessuna nuvola nottetempo” di Maria Luciana Di Silvio!
Maria Luciana Di Silvio nasce a Chieti il 31 ottobre 1975.
Laureata in Lingue e culture per l’impresa, si occupa dei rapporti commerciali con l’estero per una grande azienda che le richiede numerose trasferte.
Nel tempo libero non disfa le valigie, muovendosi alla ricerca di spettacoli di teatro greco, mostre e città d’arte, ma i viaggi più belli li fa con la fantasia, osservando gli esseri umani e immaginando le loro vite.
Ama camminare nei giorni di vento, quando ogni raffica le scompiglia i pensieri e rinnova l’anima.
Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un’altra intervista. Oggi parliamo con Maria Luciana Di Silvio, autrice del libro “Nessuna nuvola nottetempo”.
Prima di parlare del libro, conosciamo meglio la scrittrice:
Si vuole raccontare in tre righe? Bastano?
Buongiorno a tutti, sono Maria Luciana Di Silvio, una donna alle soglie dei 50 anni e che da sempre ama leggere, scrivere e sognare! Sono moglie, madre e pendolare d.o.c. I viaggi in treno sono il mio tran-tran quotidiano, intervallati da altrettanto lunghi tragitti in autobus. Mi alzo all’alba e rientro al buio per un lavoro che, dopo vent’anni di dedizione, stress, trasferte e responsabilità, all’improvviso si sta rivelando claudicante e precario. L’unica certezza, nella mia vita quotidiana, è il meraviglioso universo che trovo nei libri di narrativa e nelle pièce teatrali dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi.
Quando e come nasce “Nessuna nuvola nottetempo”?
Nessuna Nuvola Nottetempo nasce da un’immagine. Dopo aver trascorso l’intero pomeriggio sui banchi della Scuola Holden – dove seguivo alcuni corsi di scrittura creativa, narrativa e di sceneggiatura – la sera avevo proseguito con lo studio, impegnandomi per ore davanti al pc per scrivere il testo assegnatoci per la lezione seguente. Il corso era “Scrivere di viaggio”. L’elaborato mi aveva richiesto un impegno non indifferente, avevo scritto pagine e pagine dei viaggi fatti a Istanbul e, per evitare di commettere errori dovuti a ricordi sbiaditi, avevo controllato su Internet i nomi delle vie, delle moschee visitate, dei piatti tipici gustati. Ricordo di essermi messa a letto con la testa che ancora mi frullava dall’adrenalina e dalle tante nozioni, per cui non riuscivo a prendere sonno. All’improvviso mi accorsi che dentro di me stava nascendo una riflessione che non mi lasciava tregua: dei tanti viaggi fatti, ad Istanbul e nel resto del mondo, in realtà – al momento – nessuno di essi necessitava di essere narrato. Ricordo che dissi al Prof. prima di salutarci: “I viaggi più belli, io li ho sempre fatti con la fantasia!”. Frase buttata senza il minimo filtro, venutami impulsivamente e che lo fece sorridere un po’. Credo che fosse stata quella frase a battermi, dapprima nello stomaco, e poi in testa: qualcosa di nuovo – e di magico – stava per materializzarsi… mi sentivo come un vulcano in eruzione…
All’ennesimo giro nel letto senza riuscire a prendere sonno, nella mente si presentò un signore “strano”, bell’impettito nella sua giacca rossa e col cappello nero a tuba, i baffi a manubrio, stivali lucidi neri su un pantalone attillato bianco… sembrava il domatore di un circo…
Parlava, parlava, parlava, e mentre parlava mi attirava a sé, tanto da esserne calamitata. Ero pubblico di uno spettacolo appena iniziato…
Non dovevo fare altro che alzarmi e trascrivere ciò che le mie orecchie udivano e i miei occhi osservavano….
Quindi c’è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
Il monologo del protagonista (cd. Il grande Oratore) che mi venne a trovare quella notte, divenne l’esercizio consegnato a lezione. Il professore rimase favorevolmente sorpreso e i colleghi discenti erano impressionati dalla creatività dimostrata! Sono stati loro a incitarmi, volevano “sapere come andava a finire la storia” che avevano letto tutta d’un fiato!
A loro non dissi che ero già andata avanti con la scrittura, grazie alle “visioni” che non finirono di raggiungermi, dopo quella notte: tutti i personaggi si presentarono uno ad uno, ciascuno secondo l’ordine di chiamata, come se stessero recitando la propria battuta.
A me non restava che trascrivere ciò a cui avevo il privilegio di assistere, e poi dare un senso alla storia.
Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Prima dell’estate, come ultimo esercizio laboratoriale del corso di scrittura della Scuola Holden, mi ero dedicata ad un lungo racconto di narrativa psicologica incentrato sul rapporto tossico madre-figlia. Ero quasi giunta al termine, quando ho deciso di lasciarlo decantare per dare seguito a un’urgenza da cui non riuscivo a scappare: la storia di un uomo che ha deciso di porre fine alla sua vita tramite il supporto di un killer di professione. Una storia avvincente, ricca di colpi di scena e cambi di direzione. Il linguaggio sarà molto asciutto per dare al lettore la possibilità di assorbire, metabolizzare e… rimanere incollato alle pagine fino all’ultimo fiato.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Non sono mai stata un’appassionata di Facebook, dove ognuno dice la sua senza – di fatto – arricchire concettualmente la piattaforma! Usandolo raramente, tendo a dimenticare ID e password, tanto da costringermi ad aprirne altri! Per cui su Fb sono Maco, Rebecca’s Light, Ophelia… e chissà quanti altri!
Al contrario, mi piace molto Instagram, perché è ricco di immagini, suoni, storie visive, alcune davvero belle, tanto da poter essere di ispirazione!
A seguire trovate i miei Domicili virtuali:
Instagram: https://www.instagram.com/marialucianadisilvio/
Facebook: facebook.com/marialucianadisilvio
Vi aspetto!
Cosa le piace?
Mi piace: il cioccolato fondente quando si scioglie sul palato, vedere l’alba in estate e il tramonto in autunno: sono tra i più bei spettacoli gratuiti che la natura ci offre!
Adoro la prosa: leggerla, ascoltarla, recitarla, scriverla…
Adoro i teatri antichi: quelli con i palcoscenici dalle assi di legno scricchiolanti, i velluti rosso-bordeaux dei palchi dall’odore di stantio, eppure di “buono”, dagli affreschi dorati e i meravigliosi lampadari di cristallo… I teatri sono la mia seconda casa 🙂
Cosa non le piace?
Non mi piace il malcostume, soprattutto il tono della voce alto, sguaiato, aggressivo, l’uso delle parolacce come unico riempitivo delle frasi senza spessore. Non mi piace chi non trova il coraggio di essere sé stesso, puntando a migliorarsi – con tenacia e umiltà – ma che, al contrario, si cela dietro maschere (trucco pesante, abbigliamento assurdo) e che, invece di leggere e circondarsi di bellezza (arte) e cultura, preferisce riempirsi di immagini vuote, scrollando il telefono senza sosta e senza neanche accorgersi dell’abisso che lo divora.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Senza dubbio una trasposizione cinematografica, anzi: teatrale perché il mio libro Nessuna Nuvola Nottetempo nasce proprio come trasposizione di una visione, cioè di una scena che si sviluppa in sequenze, in “Atti”, in cui le immagini descritte sono arricchite da didascalie relative alla prossemica, all’intonazione della voce e ai costumi dei personaggi-protagonisti della storia.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni…
Leggere mi fa viaggiare per mondi sconosciuti; Scrivere è il percorso che mi conduce a casa.

