Il libro “Erebia, Madame Fifì e lo strano viaggio” di Cinzia Panuccio!
Cinzia Panuccio nasce a Reggio Calabria il 29 settembre 1970.
È laureata sia in Giurisprudenza che in Servizi Sociali e dal 25.03.26 laureata anche in Criminologia.
Da sempre schierata senza compromessi contro la società dell’indifferenza, denunciandone ingiustizie e ipocrisie, ha fatto del sociale e del volontariato la propria battaglia per la dignità umana, difendendo con forza i valori della solidarietà e della gratuità, simbolo concreto di comunità e di esistenza condivisa.
Il suo impegno nel sociale e nel volontariato non è semplice servizio, ma atto di resistenza civile e affermazione di valori non negoziabili: supporto, gratuità, giustizia.
In prima linea per la donazione del sangue all’AVIS di Reggio Calabria, promuovendo con coraggio la donazione come atto d’amore per il prossimo, testimonia con l’azione concreta l’impegno verso la vita e la comunità.
Ambientalista irriducibile, ha guidato con determinazione l’associazione Fare Ambiente Calabria, portando avanti una lotta senza tregua per il bene comune e per la tutela degli animali.
A livello nazionale ha assunto la responsabilità della sezione “Laudato Si’” dell’associazione europea Fare Ambiente, diventando voce instancabile di una resistenza civile ed ecologica, per un mondo giusto, libero da ogni forma di sfruttamento e rispettoso della natura.
Eccoci, curiosi e interessatissimi finalmente conosciamo “Erebia, Madame Fifì e lo strano viaggio”, autrice del libro Cinzia Panuccio.
Ci vuole dire come mai è arrivata a questa pubblicazione?
La pubblicazione di Erebia, Madame Fifì e lo strano viaggio è nata da un bisogno profondo, quasi inevitabile: trasformare un legame d’amore reale in racconto, memoria e visione. Madame Fifì non è un personaggio inventato; è la mia cagnolina adottata due anni fa, una presenza viva, fedele, luminosa, che attraversa con me silenzi, cambiamenti e rinascite. Scrivere questo libro è stato come custodire un viaggio dell’anima: Erebia è il simbolo dell’amore per la vita nonostante le difficoltà che tutti attraversiamo, mentre Madame Fifì rappresenta la tenerezza che ci guida anche quando non sappiamo dove stiamo andando. Questa pubblicazione non è soltanto narrativa: è un vero atto d’amore trasformato in parola, un viaggio vero diventato storia.
Quando e come nasce “Erebia, Madame Fifì e lo strano viaggio”?
La pubblicazione di Erebia, Madame Fifì e lo strano viaggio è un incontro simbolico tra fragilità e amore. La farfalla Erebia rappresenta l’attraversamento dell’ombra: è una creatura discreta, montana, capace di vivere dove l’ambiente è più severo, e proprio per questo diventa il segno della resistenza interiore, della trasformazione silenziosa, della rinascita. Madame Fifì, invece, è la mia cagnolina: presenza reale, fedele, luminosa. È la guida affettiva del viaggio, la voce della tenerezza quando tutto sembra incerto, la forza semplice e pura che accompagna la mia vita senza chiedere nulla.
Nel libro, la farfalla e Madame Fifì non sono solo figure narrative: sono due direzioni dell’anima. Erebia è il passaggio attraverso la profondità e il mistero; Madame Fifì è la casa, la cura, la presenza che salva.
Questa pubblicazione è diventata così un viaggio vero trasformato in storia: un racconto nato dall’amore, attraversato dalla metamorfosi, e custodito dalla fedeltà.
Erebia, Madame Fifì e lo strano viaggio nasce più precisamente nel momento in cui il desiderio di raccontare il mondo incontra il bisogno di custodire l’amore. È un libro che prende forma lentamente, quasi come un viaggio vero: prima nel cuore, poi nella parola.
L’idea nasce dalla figura luminosa di Madame Fifì, la mia cagnolina, presenza elegante e affettuosa, compagna silenziosa ma potentissima di emozioni quotidiane. Accanto a lei prende vita Erebia Christi, una piccola farfalla intraprendente e coraggiosa: simbolo della curiosità, della libertà e della trasformazione. Insieme diventano due anime complementari una vola, l’altra accompagna; una sogna, l’altra protegge e da questo incontro nasce il viaggio.
Una favola moderna capace di attraversare Paesi, culture e sentimenti. Egitto, Parigi, Groenlandia, Cina, Giappone non sono solo luoghi geografici, ma tappe interiori di crescita, stupore e scoperta. Ogni incontro lungo il cammino diventa occasione di amicizia, sorpresa, amore perché il viaggio più importante non è quello sulla mappa, ma quello dentro di noi.
Questo libro nasce quindi da una visione semplice e potente: raccontare il mondo con gli occhi della meraviglia, e dimostrare che anche una piccola farfalla e una cagnolina super chic possono insegnarci qualcosa di grande sulla vita… a chi ha due gambe, e a chi ne ha quattro.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
https://www.facebook.com/cinziapanuccio
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Sì. Attualmente ho due nuovi progetti letterari pronti per la pubblicazione:
Il fantastico mondo di Mark, una favola pensata come viaggio narrativo tra immaginazione, crescita e scoperta; un universo simbolico in cui la dimensione fantastica dialoga con valori educativi ed emotivi.
Universi di…versi, una raccolta di poesie che è quasi una costellazione. Versi che si muovono tra memoria, identità, amore, tempo e trasformazione; frammenti di esperienza che diventano orbite emotive. Il titolo stesso è una dichiarazione: più universi dentro ogni verso, più versi dentro ogni universo.
Entrambi i progetti rappresentano due direzioni complementari della mia scrittura :
da un lato la narrazione simbolica e accessibile della favola;
dall’altro la ricerca lirica più intensa e riflessiva della poesia.
SINOSSI: IL FANTASTICO MONDO DI MARK
Nel Mondo Fantastico di Mark la razionalità non è fuorilegge: semplicemente si arrende con grazia. In questa Sicilia da “mille e una notte”, tra soprannomi pittoreschi e trame volutamente indisciplinate, accade sempre la stessa cosa: qualcuno sparisce nei luoghi più improbabili, qualcuno divora cibo in quantità epiche e, quando tutto sembra perduto, una frase disarmante rimette a posto. Mark, è il folletto narratore dal cuore gigantesco e dall’ironia pronta a scattare un istante prima della commozione. Al suo fianco c’è Rosalia, bambola parlante dal sarcasmo impeccabile e dal tempismo catastrofico, capace di commentare ogni evento con un’eleganza irritante. Tra Pippo, che porta addosso una tristezza nera e Davide, che abbraccia i mostri, prende forma una favola che fa ridere e stringe il cuore con la stessa naturalezza. Sul fondo, una famiglia scelta, teglie infinite, regole domestiche inderogabili e un cane-missile affamato pronto a trasformare qualsiasi scena in commedia. Il risultato è un viaggio tenero e scatenato, dove il caos diventa casa e la magia più potente ha una forma semplicissima: “Vuoi un abbraccio?”
SINOSSI UNIVERSI DI…VERSI
Universi di…versi non entra in silenzio, non chiede permesso, lascia lividi. Non cerca consenso né spiegazioni: ti costringe a guardare dove di solito distogli lo sguardo. È un libro di poesia bruciante, che rifiuta il compiacimento e chiede coraggio portando in primo piano ciò che la società tende a relegare nell’ombra. Racconta gli invisibili: carcerati, puttane, corpi giudicati, e li restituisce alla loro umanità intera, ferita e irriducibile. La famiglia non amore: è origine, catena; mentre l’amore anche carnale diventa desiderio, rivolta, contraddizione. Il silenzio qui è materia piena: di non detti, vergogne, abbracci rimandati, colpe e attese. I puntini sospesi del titolo sono un respiro prima della parola: lo spazio in cui l’indicibile trova posto e la poesia si fa necessaria. Tra fango e carezza, rabbia e preghiera, resta un filo ostinato che cerca l’unica parola decisiva: AMORE.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autrice, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Mi occupo da sempre di sociale, volontariato e difesa concreta della dignità umana. È una scelta che non ho mai vissuto come un’attività accessoria, ma come una responsabilità personale. Ho studiato Giurisprudenza e Servizi Sociali e ho completato da qualche giorno il mio percorso in Criminologia perché credo profondamente che la giustizia non debba restare un principio astratto, ma diventare presenza reale accanto alle persone più fragili.
Nel mio cammino ho promosso la cultura della donazione del sangue con l’Avis di Reggio Calabria, ho guidato l’associazione Fare Ambiente Calabria e continuo a impegnarmi nella tutela della natura e degli animali, che considero parte integrante della nostra stessa dignità di esseri umani. Credo nella solidarietà, nella gratuità e nella responsabilità verso la comunità: sono valori che non ho mai negoziato e che guidano ogni mia scelta.
Ma accanto all’impegno civile esiste anche il mio mondo più intimo, quello da cui nasce la mia scrittura.
Sono sposata e sono madre di due figli, Mark e Krystal, di cui sono profondamente orgogliosa. Loro rappresentano la mia forza quotidiana, la mia direzione, il mio futuro. La mia famiglia è il luogo da cui parto sempre e a cui torno sempre. È la mia casa emotiva.
Ho un legame speciale con mia madre, un legame profondo, fatto di ascolto, memoria e radici condivise: è una presenza che attraversa la mia vita e il mio modo di guardare il mondo, sono una privilegiata, non potrei avere madre migliore.
Amo gli animali, amo la natura, amo il silenzio dei paesaggi veri. In questi spazi ritrovo equilibrio, verità e ispirazione. È lì che nasce anche la mia poesia: dall’incontro tra ciò che difendo ogni giorno fuori e ciò che custodisco dentro.
Scrivere, per me, significa raccontare la vita così com’è: fragile, coraggiosa, ferita e bellissima.
Cosa le piace?
Mi piacciono le cose autentiche, vere, come i rapporti di amicizia, che restano indissolubili anche quando tutto cambia. Gli amici che ci sono nel momento di bisogno, che ti stanno accanto come una famiglia e non solo quando si condividono momenti belli.
Mi piace la famiglia, perché è il luogo dove la mia vita prende forma ogni giorno. Essere madre di Mark e Krystal è la mia gioia più grande e il mio orgoglio più profondo: attraverso loro guardo il futuro con speranza e responsabilità.
Mi piace la natura, perché insegna equilibrio, rispetto e silenzio. Camminare tra gli alberi, osservare il mare, respirare l’aria dei luoghi veri è per me una forma di libertà. Amo profondamente gli animali, perché rappresentano una presenza sincera, fedele, senza maschere.
Mi piace il volontariato, la solidarietà concreta, la possibilità di essere utile agli altri. Credo nella cultura del dono, nei gesti semplici che tengono insieme le persone e costruiscono comunità.
Mi piace la poesia, perché mi permette di dire ciò che spesso non riesco a spiegare, dai sentimenti alle emozioni, e ci provo a volte con parole imperfette ma vere.
Scrivere è il modo più vero che ho per ascoltare la vita.
E mi piace custodire i legami importanti, soprattutto quello speciale con mia madre, che rappresenta per me una radice profonda, una presenza affettiva e morale che accompagna il mio cammino ogni giorno. ✨
Cosa non le piace?
Non mi piace la cattiveria, soprattutto quella gratuita, quella che non nasce dal dolore ma dall’abitudine a ferire. È la forma più silenziosa e pericolosa di violenza, perché si insinua nei gesti quotidiani, nelle parole dette con leggerezza, negli sguardi che escludono.
Non mi piace la crudeltà, in qualunque forma si presenti: verso le persone, verso gli animali, verso la natura. La crudeltà è sempre una ferita aperta nella coscienza di una società. Dove c’è crudeltà, c’è una parte di umanità che ha smesso di ascoltare.
Non mi piace la menzogna, perché distrugge la fiducia, e senza fiducia nessuna relazione, nessuna comunità, nessun futuro può restare in piedi. La verità, anche quando è scomoda, è l’unico terreno su cui si può costruire qualcosa che duri.
Non mi piace la mancanza di rispetto: verso le persone fragili, verso chi è diverso, verso chi soffre in silenzio. Il rispetto non è una formalità: è il primo gesto d’amore civile che dobbiamo gli uni agli altri.
Mi addolora profondamente vedere crescere la delinquenza e l’indifferenza sociale, perché ogni atto di illegalità non è solo una violazione di una regola: è una ferita alla dignità collettiva, è un segnale di solitudine, di abbandono, di disattenzione verso il bene comune.
E forse ciò che mi ferisce di più è proprio l’indifferenza: quella distanza fredda che rende invisibili le persone, che spegne la solidarietà, che trasforma il dolore degli altri in qualcosa che non ci riguarda.
Per questo scelgo ogni giorno, con convinzione, di stare dalla parte opposta: dalla parte della verità, della giustizia, della solidarietà, del rispetto e della responsabilità. Perché credo che cambiare il mondo non significhi fare gesti straordinari, ma non smettere mai di difendere ciò che rende umano il nostro vivere insieme.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Nella mia vita ci sono due radici profonde senza le quali non potrei essere ciò che sono: la famiglia e la fede in Dio.
La famiglia è il mio primo orizzonte, il mio rifugio e la mia forza quotidiana.
È il luogo dove ho imparato il valore dell’amore vero, quello che non si misura, non si contratta, non si abbandona. Essere madre di Mark e Krystal è la mia gioia più grande, la responsabilità più alta e il dono più luminoso che la vita mi abbia affidato. In loro vedo il futuro, ma anche il senso di tutto ciò che faccio ogni giorno. Ogni scelta, ogni battaglia civile, ogni parola scritta nasce anche per loro, in loro vedo il senso di ogni sacrificio, la verità, la speranza che continua. La mia famiglia non è solo un legame: è una presenza viva, quotidiana, fatta di amore concreto, di protezione, di condivisione profonda. E poi c’è un altro pilastro profondo della mia vita: il legame con mia madre, una presenza affettiva e morale che rappresenta per me radice, memoria e continuità. Da lei ho imparato il valore del sacrificio, della forza silenziosa, della cura autentica.
Accanto alla famiglia, c’è la fede in Dio, che per me non è un concetto astratto, ma una presenza costante. È luce nei momenti difficili, è forza quando tutto sembra vacillare, è guida silenziosa nelle scelte più importanti. È una bussola interiore, una forza silenziosa che sostiene e dà senso anche alle prove più dure. È la certezza che il bene non è mai inutile, che la giustizia non è mai vana, che ogni gesto di amore lascia una traccia.
La fede mi insegna a non arrendermi davanti all’ingiustizia, a credere nella dignità di ogni persona, a custodire la speranza anche quando il mondo sembra dimenticarla, a dare un senso anche al dolore.
Famiglia e fede sono ciò che mi tiene in piedi, ciò che mi orienta, ciò che mi ricorda ogni giorno chi sono e perché faccio ciò che faccio.
Sono le mie fondamenta. E su quelle fondamenta costruisco tutto il resto.
Famiglia e fede non sono soltanto ciò che amo.
Sono ciò che mi sostiene.
Sono ciò che mi guida.
Sono ciò che dà significato al mio cammino ogni giorno e mi permette di respirare.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Negli ultimi anni mi ha profondamente colpita: Il cacciatore di aquiloni.
È un libro che attraversa la violenza, la colpa, la perdita e il silenzio ma soprattutto racconta la possibilità della rinascita. Non è una storia comoda: è una storia che costringe a guardare dentro le ferite, dentro le responsabilità, dentro ciò che spesso si vorrebbe dimenticare. E proprio per questo resta.
Mi ha toccata perché mostra che nessuna caduta è definitiva quando esiste il coraggio di tornare indietro, di chiedere perdono, di riparare. È un libro che insegna che la dignità umana può essere ferita, tradita, smarrita ma non distrutta.
Credo profondamente nelle storie che parlano di dolore attraversato e trasformato, non nascosto. Quelle storie che non negano la violenza del mondo, ma dimostrano che l’amore, la responsabilità e la coscienza possono ancora cambiare il destino di una vita. Sono libri così che restano dentro. Perché non si limitano a raccontare: trasformano chi li legge.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
“Non sono fatta per arretrare: sono fatta per attraversare il dolore, trasformarlo in forza e restituirlo al mondo come speranza.”
E se dovessi scegliere un motto che mi definisca davvero, nel modo più essenziale e vero sarebbe questo:
“La mia forza nasce dall’amore che difendo, dal coraggio che non tradisco e dalla resilienza che porto dentro come una radice viva.”
Perché il coraggio non è un gesto improvviso.
È una scelta quotidiana.
Silenziosa. Ostinata. Incrollabile.
Saluti i suoi lettori…
Cari lettori,
se entrando nei miei libri vi capiterà di incontrare un folletto narratore un po’ testardo di nome Mark, una bambola elegantemente impertinente come Rosalia, una malinconia che si chiama Pippo, qualcuno capace di abbracciare perfino i mostri come Davide, e una cagnolina raffinata e irresistibile come Madame Fifì… non spaventatevi.
Significa che siete arrivati esattamente dove volevo incontrarvi.
Io scrivo favole perché nella vita si ha bisogno di meraviglia per restare umani, credo che crescere non significhi smettere di sognare, ma imparare a difendere i sogni anche quando la vita prova a spegnerli.
Scrivo poesie perché alcune ferite non chiedono spiegazioni: chiedono verità.
E scrivo storie perché la cosa più seria che possiamo fare è imparare a volerci bene davvero.
Dentro le mie pagine troverete tavole sempre apparecchiate anche quando nessuno aveva pensato di invitare qualcuno. Troverete famiglie custodite con amore, silenzi che diventano parole, lacrime che arrivano travestite da risate, e soprattutto troverete ciò che io difendo ogni giorno nella vita vera: la dignità, la gentilezza, la speranza.
Troverete anche me.
Mi troverete quando parlo dei miei figli Mark e Krystal, che sono il mio orgoglio e la mia direzione.
Mi troverete nel legame profondo con mia madre, che è la mia radice più antica.
Mi troverete nell’amore per gli animali, per la natura, per tutto ciò che è fragile ma vero.
Mi troverete nella fede, che è la luce silenziosa che non si spegne quando il mondo fa buio.
E se mentre leggete vi succederà qualcosa di strano, se sorriderete senza accorgervene, se vi verrà voglia di abbracciare qualcuno all’improvviso, se penserete a una persona che credevate lontana ma non lo era davvero, allora sappiate che non è magia.
È solo il cuore che si ricorda di battere. Io vi aspetto tra le mie favole e tra i miei versi.
Con Madame Fifì pronta a sistemarsi il fiocco, Rosalia pronta a commentare tutto, Mark pronto a raccontare, e una sedia sempre apparecchiata per voi.
Perché nei miei libri non si entra da lettori.
Si entra in famiglia.

