Intervista a Giovanni Castagneri, autore del libro “In Do minore”

Giovanni Castagneri nasce a Alpignano (TO) nel 1951. Studia e si laurea in Farmacia. Attualmente vive a Saint Vincent (AO). Pensionato, appassionato di fotografia e astronomia, si diletta anche come lettore-classificatore presso la biblioteca comunale della sua città.
Oggi l’autore ci parlerà un po’ di sé e del libro “In Do minore ”.
Ci vuole dire com’è arrivato a questa pubblicazione?
Devo dire che il pubblicare non è mai stato per me di primaria importanza. È sempre stato più che sufficiente il semplice comporre con le soddisfazioni personali derivanti. Però a settanta anni, mi sono detto che se volevo lasciare una piccola traccia di me stesso come scrittore e persona, qualcosa dovevo pur pubblicare. Per cui ho cercato tra le case editrici di poesia chi potesse ascoltarmi. E quindi, eccomi qui.
Quando e come nasce “In Do Minore”?
“In Do Minore” prende forma e nasce come raccolta di poesie, quando, in piena pandemia da Covid, ho avvertito che ogni poesia che riuscivo a comporre portava in sé una tonalità forte ma calante, come l’accordo Do minore. E che attorno a me la tragica realtà di quei giorni, non faceva altro che aumentare questa mia sensazione. Così, portati da questa corrente musicale, sono nati tutti questi miei versi. Ho infine desiderato farmi accompagnare da qualche verso di autore famosissimo, famoso, o perfettamente sconosciuto ai più, perché, come ciascuno di noi desidera avere sempre vicino i suoi migliori amici, così anch’io ho avuto il piacere di ospitare i miei.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
https://www.facebook.com/giovanni.castagneri.56
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Sì, sto scrivendo, scrivo sempre. Ho sempre per le mani qualcosa di incompiuto che mi spinge a continuare a dire e a svegliarmi al mattino con il pensiero di dover completare questo o quello; sento un impegno e uno stimolo. Adesso l’impegno più vicino sarà la pubblicazione della silloge “Rime e Cammei”, a cui tengo particolarmente.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Attualmente sono pensionato. Aiuto la biblioteca del mio paese a scegliere tra i libri che vengono donati, quelli che possono restare in offerta, e quelli da eliminare. Ho un profilo sul sito della biblioteca dove faccio delle recensioni su testi attuali, ma anche su classici. Fino all’altro ieri era anche vice presidente della Commissione di gestione della biblioteca. In altre parole la nostra “Biblioteca Primo Levi” occupa la mia giornata.
Cosa le piace?
Ascoltare la musica, ascoltare le persone. Camminare in silenzio.
Cosa non le piace?
La politica, la televisione, i ricchi che ostentano il loro denaro.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Essere onesti con se stessi.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
“Di cosa parliamo quando parliamo d’amore” di Raymond Carver. Mi sento di consigliarlo a tutti sia come scuola di scrittura, sia come spunto per riflessioni esistenziali.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
No, non c’è. Però finché sono rimasto in famiglia, le mie tre donne (madre, sorella e zia), ricordo che ripetevano spesso: “A l’é trop brav”cioè “ E’ troppo bravo”.

Vi lasciamo il link del libro e la scheda dell’autore!

Alla prossima emozione condivisa e buona lettura:

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