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Intervista a Manuela Meo, autrice del libro “Il Tempio dei Sogni – Le Pergamene di Platone”

Manuela Meo è una scrittrice italiana nata e vissuta a Bari, città dai mille volti. Conosce abbastanza le vie per raggiungere la libreria più vicina, camminando con piacere. Passa il proprio tempo libero a distrarsi e inventare storie per far passare la noia di una vita tediosa, senza combattimenti da vincere. Cosa sarebbe l’esistenza senza auto-ironia?

 

Eccoci, curiosi e interessatissimi finalmente conosciamo Manuela Meo, autrice del libro “Il Tempio dei Sogni”.

 

-Ci vuole dire come mai è arrivata a questa pubblicazione?

Diventare scrittrice non era nemmeno nei miei più remoti pensieri quando ero bambina. Si poteva senz’altro dire che amavo qualcosa di avventuroso, ma il vero viaggio l’ho compiuto immergendomi in diversi mondi di fantasia. Ho iniziato a divorarne di più “seri” nell’inizio della mia adolescenza e a diciannove anni sono la cosa che preferisco insieme ai gialli. La mia passione per la scrittura è emersa un paio d’anni dopo in modo più evidente, ma non volevo ricreare delle classiche fanfiction dei miei libri preferiti. Ambivo a qualcosa di più. Una storia mia, che avesse il mio nome e il mio stile ironico ma dettagliato. Ogni volta che avevo voglia di una lettura e scorrevo su Wattpad, le mie vene rabbrividivano per gli errori grammaticali e la poca realisticità presente. Forse la pubblicazione del libro è stata anche avanzata dalla tesi che sarei stata migliore come scrittrice rispetto ad altre persone, ma ripensandoci adesso non è affatto così. Ora più che mai mi sento umile ed esposta in una maniera nuova, cercando di farmi conoscere nel modo migliore possibile.

-Quando e come nasce Il Tempio dei Sogni?

Ironicamente-ma non tanto- Il Tempio dei Sogni è nato da una serie di sogni lucidi che riesco a fare ancora tutt’oggi, anche se con minor frequenza. Ho subito trovato impressionante la capacità umana di saper replicare in modo molto preciso la realtà che ci circonda attraverso i sogni. Per il mio cervello avventuroso si è aperto un mondo nuovo con migliaia di possibilità. I sogni lucidi fatti con un controllo della psiche elevato erano qualcosa di ampiamente superiore per me, tanto che pensavo inconsciamente di star camminando in altre realtà. Così infine è nata O’neria, dove tutte le possibilità sono concrete.

Ha un profilo social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?

Attualmente ho solo un account Instagram, il quale è pronto per ospitare persone interessate a scoprire curiosità del mio libro e non solo. Si chiama “ella.thewriter_”

-Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?

Dopo aver finito l’esame orale di maturità riprenderò a scrivere con costanza, caldo afoso permettendo. Al momento ho tante idee in testa ma saprò certamente organizzarle a dovere, anche se ci vorrà tempo. Per quanto riguarda i progetti letterali invece, ne ho molti: vorrei finire di completare la serie di libri dedicata al Tempio dei Sogni, per poi dedicarmi ad altre bozze fantasy.

-Cosa le piace?

Ci sono molte cose che mi piacciono, tra cui la lettura, scrittura, ascoltare musica e disegno come hobby principali. Come passatempi mi piace molto uscire con il mio gruppo di amici, rimanendo in compagnia e divertirmi con loro. Oltre a ciò una delle cose che amo in assoluto sono le giostre adrenaliniche, quelle montate per festeggiare i Santi. L’atmosfera avvolgente e la musica ad alto volume, unita alla sensazione di star precipitando verso il vuoto a tutta velocità migliora drasticamente la mia giornata. Può sembrare strano, ma sono la persona più felice del mondo se vado a questo genere di eventi, che ahimè si tengono raramente.

-Cosa non le piace?

Il cibo insipido o non cucinato come dovrebbe, le zanzare più grandi del normale, i film horror, le scene iperrealistiche dei film polizieschi dove ti fanno vedere il cadavere del malcapitato, e soprattutto quando le persone parlano di interventi chirurgici. Oltre alle persone che non capiscono l’ironia e con cui non si può fare conversazione. Per ultimo, ma non meno importante, l’angolo piegato dei libri.

-Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?

Penso che una risposta sulla forza dell’amore e dell’amicizia sia scontata ma con la sua importanza. Le persone che ci circondano influenzano la nostra vita e le nostre scelte future, nel bene e nel male. La famiglia, con i suoi legami di sangue e affetto è necessaria alla crescita e allo sviluppo di una persona nuova, che entrerà nel mondo con la propria personalità e l’ambizione irrealistica di cambiarlo. L’amicizia è quella connessione fisica e mentale che va oltre agli inutili pregiudizi fondati. Una persona che non conosci avrà sempre il modo di stupirti e irremovibilmente entrerà nel tuo cuore in un battito di ciglia, che tu lo voglia o meno. L’ultima cosa che reputo fondamentale è la tranquillità: nel fare una passeggiata, mangiare qualcosa o giocare ai videogiochi, è importante farlo con cuor leggero e senza pensieri in testa.

-Il libro più bello che ha letto negli ultimi tre anni?

Domanda difficile, poiché in tre anni avrò letto almeno duecento libri. Alcuni mi sono entrati nel cuore e al solo pensiero sorrido inconsciamente, ma ci sono stati libri capaci di annidarsi nella mia anima e farne la loro casa. Non nominerò libri classici, poiché non sono il mio genere di lettura. Al momento il libro che sento di etichettare come meraviglioso è senz’altro “Sei di Corvi” scritto dall’americana Leigh Bardugo. Ha uno stile per me senza tempo, dove le avventure mortali creano rapporti speciali con i diversi personaggi. All’ inizio soli e senza nessuno su cui contare, la creazione di una famiglia sarà un’ancora per la loro salvezza mentale e fisica.

-“C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?”

“Luce e ombra sono i due astri intorno ai quali ruota la bellezza.”

Le cose belle e le cose brutte sono ormai la quotidianità, ma non dobbiamo lasciare da parte le brutte esperienze solo perché sono tali. Bisogna imparare da esse e tenerle in considerazione per il futuro. In particolare vorrei aggiungere anche un altro appunto: una persona donerà sempre la sua parte più luminosa a chi gli sta davanti. Provate a togliere loro la maschera che nasconde le ombre e le proprie parti peggiori. Io in una persona cerco proprio quelle, la loro parti più insicure e imperfette, in modo tale da accettarle e migliorarle con il passare del tempo. Questo per me crea un rapporto di fiducia. Non bisogna ignorare a lungo ciò che forse è proprio sotto al nostro naso e non lo vediamo.