Interviste agli scrittori

Il libro “Donne nelle torri – Miti, leggende e storie vere” di Francesca Santucci!

Francesca Santucci ha pubblicato raccolte di saggi, poesie, racconti, fiabe, scritti di cinema e d’arte e, appassionata delle sorelle Brontë, anche articoli sul notiziario italiano della Brontë Society, vincendo nel 2012 la prima edizione del Concorso letterario “De Leo-Brontë” per la sezione racconti. Inoltre, nel 2019 la Casa Editrice Kimerik ha ricevuto il Premio Microeditoria di qualità per il suo libro Il mondo di Emily Brontë.

Spesso premiata in concorsi, soprattutto per saggi dedicati a donne protagoniste della letteratura e della storia, ma anche per poesia e narrativa, tra i riconoscimenti più recenti annovera, nel 2021, il primo posto ex aequo al Contest letterario di poesia “Il matrimonio di Mara” promosso da Oubliette Magazine e dalla Casa Editrice Tomarchio, e il primo posto, nel 2023, al Premio per le arti Quia “Marta Redolfi”. Nel 2024 ha ricevuto il premio speciale della giuria per la sezione poesia inedita al Premio “Ossi di seppia” dedicato a Eugenio Montale e si è classificata al terzo posto con un racconto al Premio “La cucina della nonna” organizzato dall’Associazione Terra Tricolore. Nel 2026 una sua fiaba è stata selezionata per  la  sesta edizione del Concorso  Letterario  di fiabe per bambini “Un castello per le fiabe”, organizzato da ll’Associazione Culturale ”Il Castello” di Lari (Pi) e ha vinto il primo premio per la sezione  Prosa alla XII  Edizione del concorso letterario “Nuovi occhi sul Mugello”. Il suo sito web è: www.francescasantucci.it.

Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un’altra intervista. Oggi parliamo con Francesca Santucci, autrice del libro “Donne nelle torri – Miti, leggende e storie vere”.

Prima di parlare del libro, conosciamo meglio la scrittrice:
Si vuole raccontare in tre righe? Bastano?

Amo fortemente leggere, studiare e scrivere, inscindibilmente legate fra loro le tre attività. Ho amato scrivere fin da bambina, dapprima poesie e brevi racconti appuntati sul diario personale, poi, da grande, articoli, tesine e saggi.

 

Quando e come nasce “Donne nelle torri – Miti, leggende e storie vere”?

Le torri mi hanno affascinata sin da bambina, ma, poi, da adulta, ho scoperto che sono stati luoghi di reclusione per le donne. Allora, ho sentito il bisogno di scriverne, intrecciando l’antico interesse con la divulgazione del “femminile” nella storia, nella letteratura e nell’arte, e con il desiderio di far conoscere figure di donna poco note o cadute nell’oblio. In questo caso ho voluto approfondire lo studio di donne, realmente esistite o elaborate dalle fantasie degli scrittori, che, nel corso dei secoli, nei più diversi paesi, per le più disparate motivazioni, sono state rinchiuse in questi edifici affascinanti, ma anche luogo di crudeltà.

 

Quindi c’è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?

In genere sono ispirata da una situazione letta o studiata, o da una rappresentazione pittorica, essendo anche interessata all’arte. Per “Donne nelle torri” ho raccolto due suggestioni. Ad ispirarmi sono stati il dipinto di Konstantin Flavitsky, La principessa Tarakanova (1864), che ho usato come immagine di copertina del libro, e poi un piccolo edificio che si trova a pochi passi dalla mia abitazione,  la Torre medievale Suardi-Camozzi, che un tempo faceva parte di  un complesso fortificato medievale, e che fu demolita nel 1933 per costruire gli stabilimenti industriali  della “Dalmine.

Ho cominciato a indagare e ho trovato storie interessanti, ma feroci per le donne, da lì è partito il desiderio di ampliare la ricerca, e sono andata a ricercare storie simili attraverso i secoli. Mi sono imbattuta in tante brutte storie, di donne recluse nelle torri, vittime degli intrighi maschili; qualche lieto fine l’ho trovato solo nelle fiabe, di cui pure ho parlato nel libro.

 

Ha altri progetti letterari nel cassetto?

Si, certo. Ho già pronta una nuova raccolta di saggi (protagoniste le donne nell’arte), della cui prefazione si sta occupando il dottor Pier Giorgio Cavallini, filologo e traduttore, con il quale da anni c’è una bella collaborazione. Poi ho pronti da pubblicare nuovi racconti, nuove poesie, nuove fiabe, ed anche un romanzo breve, estensione di un racconto, “Storia di Cosima”, che si classificò al secondo posto al Premio Dragut nel 2021.

 

Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?

https://www.facebook.com/francesca.santucci.5209

 

Cosa le piace?

Leggere, studiare, scrivere. Ho, così, la possibilità di ampliare continuamente  le mie conoscenze, di vivere mille vite, visitare i luoghi più lontani, ed anche di esorcizzare gli inevitabili affanni della vita.

 

Cosa non le piace?

Il clamore, l’esibizione, l’ipocrisia, la menzogna.

 

Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?

Sicuramente, molto amando il cinema, per il mio libro (ma anche per qualche mia poesia o fiaba) mi augurerei una traduzione in inglese. Invece la trasposizione cinematografica credo che andrebbe bene per il romanzo breve di cui ho parlato prima.

 

Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni…

Essere scrittrice è abitare ogni sfumatura del sentire: è prestare la voce alla malinconia, il ritmo all’entusiasmo e l’ordine al caos, trasformando ogni brivido dell’anima in un’impronta indelebile sulla carta.