Il libro “L’effimera emozione” di Alessandro Bordicchia!
Alessandro Bordicchia, nato a Civitavecchia (RM) nel 1976, è un designer prestato al management, ma con la testa ancora tra forme, colori ed emozioni. Disegna esperienze per mestiere, racconta storie per passione. Ama il mare, l’arte e la musica, e cerca sempre un modo per trasformare ogni momento di vita in emozione… anche effimera.
Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un’altra intervista.
Oggi parliamo con Alessandro Bordicchia, Autore del libro “L’effimera emozione”.
Quando e come nasce “L’effimera emozione”?
Nasce circa sette anni fa da una chiacchiera con un amico. Volevo trovare il modo di spiegare che certe cose non si misurano perché sono soggettive (come il tempo) o non possono essere scambiate con beni materiali (come l’amore). Immaginai una conversazione tra l’essere vivente che vive di più e quello che vive di meno e poi scoprii che erano l’effimera e la cozza artica e, per quanto diversi, potevano avere dei punti in comune.
Quindi c’è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questo libro?
Si, la metro di Roma. Scrivevo un pezzo del libro ogni mattina nel viaggio per andare a lavoro, ascoltando i brani che poi hanno dato il nome ai capitoli del libro.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Si certo, il mio profilo: https://www.instagram.com/ale_1609y/
Il profilo del libro: https://www.instagram.com/leffimeraemozione/
Mi permetta una battuta e mi faccia citare Marzullo: Si faccia una domanda e si dia una risposta.
Perché hai scritto un libro?
Per la voglia di lasciare una traccia.
Il libro è dedicato a mio figlio, ho iniziato a scriverlo pensando di potergli raccontare una storia che contenesse ciò che ho imparato dalla vita. E ho finito per scrivere quello che lui ha insegnato a me.
Cosa le piace?
La musica, il mare e tutto quello che è in grado di generare un’emozione forte o evocare un bel ricordo.
Cosa non le piace?
Le ingiustizie e di conseguenza le persone ingiuste… non riesco a tollerarle.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o un’adozione universitaria?
Forse nessuno dei due, mi piacerebbe vedere la storia che ho scritto rappresentata in un teatro. Un bel pianoforte a coda al centro, due protagonisti e la voce narrante.
Il suo pubblico ideale ha 20, 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Mi dicono sia un racconto per adulti. Mi piace pensare che vada bene per i bambini e per chi non ha messo da parte l’immaginazione e la voglia di sperare in un mondo migliore.
Saluti i suoi lettori con un aforisma o una citazione che parli di lei e delle sue emozioni…
Cito me stesso : ) questo forse è il passo che mi rappresenta di più:
La vita è come la musica, fatta di note che vibrano con la
frequenza dei sorrisi e delle lacrime. Sono il bianco e il nero di
ognuno di noi che, alternandosi come i tasti di un pianoforte,
compongono i pezzi di cui siamo autori o semplici spettatori.
Per paura di commettere degli errori, a volte tocchiamo sempre
gli stessi tasti fino a quando, sbagliando, ci accorgiamo che
l’unico modo per scoprire nuove melodie è essere imperfetti. E
per essere imperfetti ci basta essere noi stessi.

