Il libro “Mitch 1998” di Clara Laura Ricci!
Clara Laura Ricci è nata a Monza e vive attualmente in un piccolo borgo della Francia, Airvault, nel dipartimento di Deux-Sèvres, dove sta avviando un progetto agricolo e di vita.
Ha sempre adorato scrivere e ha viaggiato molto, anche grazie alla sua professione: ha lavorato nel mondo del turismo per diciassette anni, disegnando e creando itinerari in Centro America, sud America e Africa. Questo le ha dato la possibilità di conoscere Paesi, popoli e culture che hanno arricchito il suo sapere e ampliato i suoi orizzonti.
La sua mente non si ferma mai, insegue i suoi sogni da sempre. Ed è grazie a questa sua attitudine che è approdata in Honduras nel 1996: una proposta lavorativa accettata senza esitare.
Ha vissuto sull’isola di Guanaja per sette anni.
Adora la natura, la musica, gli animali. Ha due figli ormai grandi: Leonardo e Nicolò, che sono la luce del suo cammino, la sua ragione di vita.
Non smette mai di percorrere le strade del mondo, anche da una scrivania: è nel suo DNA.
Ama raccontare storie vere.
E questo è il suo primo libro.
Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un’altra intervista. Oggi parliamo con Clara Laura Ricci, autrice del libro “Mitch 1998”.
Prima di parlare del libro, conosciamo meglio la scrittrice: Si vuole raccontare in tre righe? Bastano?
Ci provo! Ritengo di essere una persona resiliente e curiosa. Amo scrivere. Da sempre. Ho paura del buio, dormo ancora con una piccola luce accesa di notte! Penso che esista una vita oltre la vita. Non vivo senza sogni.
Cosa le piace?
Adoro la musica e mi piace dipingere. Amo la fotografia. Vivo a contatto con la natura, prediligo i grandi spazi. Il momento preferito della mia giornata è il tramonto: guardare il sole che va a dormire e cede il passo alla luna e alle stelle mi rilassa, mi dona immensa pace.
Cosa non le piace?
Non mi piacciono le persone poco dirette, i bugiardi, i prepotenti, gli ipocriti. Non sopporto chi non rispetta. Rifuggo da chi giudica senza conoscere, da chi sputa sentenze senza sapere. Provo avversione per chi maltratta gli animali e per chi si approfitta delle persone deboli.
Quando e come nasce “Mitch 1998”?
“Mitch 1998” nasce durante la pandemia Covid 19, a cavallo tra il 2020 ed il 2021. Eravamo costretti in casa dal lock down e così, ripulendo il mio ufficio, trovai una scatola che conteneva diari di viaggio ed una raccolta di fogli che avevo scritto durante l’uragano. Ho iniziato a riordinare idee, a raccogliere dati, a ricordare. E mi sono detta che tutta quell’esperienza non poteva perdersi nel nulla. Valeva la pena raccontarla, ripercorrere quella strada. In quel preciso istante è nato il mio libro.
Quindi c’è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questa storia?
Mi ricollego alla risposta precedente. Sì, c’è stato un luogo preciso. La cucina di casa mia! Avevo messo tutto sul tavolo per fare pulizia: un grande tavolo cosparso di pezzi di carta, di agende, di mappe. Alla fine, avrei dovuto ricacciare tutto in uno scatolone di nuovo, archiviare. Ma, arrivata ai fogli che avevo scritto durante l’uragano, mi sono fermata. Li ho messi da parte. Non potevano sparire di nuovo. Erano troppo importanti per me.
Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Si, certo. Ho iniziato a scrivere un libro sull’Alzheimer, una malattia che ha colpito due membri della mia grande famiglia, Cicci e Gemma. Un tema che mi sta a cuore. Credo sia un racconto in cui molte persone si possano ritrovare, una narrazione che entra nel quotidiano, nel dolore, che ripercorre i ricordi rimasti, che cerca quelli perduti. Che mette a nudo la disgregazione mentale a cui questa malattia porta malati e parenti.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
Sì, con molto piacere. Mi potete trovare su Instagram come Clara L. Ricci.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Beh, è una scelta ardua! Tuttavia, credo che una trasposizione cinematografica sarebbe la mia scelta finale. Il mio libro riesco a vederlo scena per scena: i personaggi, le immagini drammatiche, la concitazione, i dialoghi. Sì, decisamente una trasposizione cinematografica!
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni…
Impara ad andare controcorrente, imparerai a vivere. Impara ad amarti, imparerai ad amare.

