Il libro “Oltre il cielo e il mare” di Giovanni Battista Bilardello!
Gianni Bilardello nasce a Marsala il 12 ottobre 1963, secondo di quattro figli. Dopo aver compiuto studi tecnici, ha dedicato quarant’anni della sua vita professionale alla realizzazione di grandi opere in tutto il mondo, portando con sé esperienze, volti e paesaggi che hanno nutrito il suo immaginario creativo. Scrittore e autore poliedrico, ha firmato il soggetto e la sceneggiatura di numerosi cortometraggi, tra cui Tommaso, toccante racconto sul tema dell’autismo. Ha scritto e diretto il film Rahal – Maut, agli occhi di un bambino, e in ambito teatrale ha curato la regia dello spettacolo Io, Emanuela Loi, presentato a Marsala in occasione del venticinquesimo anniversario della strage di via D’Amelio. La poesia è il suo approdo più intimo: una voce che si nutre di silenzi, ricordi, amore e lotta interiore. Oltre il cielo e il mare è il suo primo libro di versi, espressione di un’anima inquieta e grata, capace di guardare il mondo con occhi profondi e limpidi, come chi ha viaggiato molto fuori… ma ancora di più dentro.
Nuove parole, nuove emozioni. Eccoci con un’altra intervista. Oggi parliamo di Giovanni Battista Bilardello, autore del libro “Oltre il cielo e il mare”.
Cominciano da questo libro: Come mai questo titolo?
Il titolo “Oltre il Cielo e il Mare” nasce per dare voce a ciò che va oltre i confini visibili della vita.
Oltre Il cielo e il mare sono immagini di immensità, libertà e mistero: uno rappresenta l’altezza, lo spirituale, l’infinito; l’altro la profondità, il viaggio, la continua ricerca. Ma il senso del titolo sta proprio nell’“oltre”: non fermarsi a ciò che appare, non accontentarsi dei limiti del visibile, andare più in là — nei sentimenti, nei ricordi, nel dolore e nell’amore.
È un invito a guardare al di là dell’orizzonte, dove la poesia trova la sua vera casa: in quella zona sconosciuta e meravigliosa che unisce l’anima al divino e l’uomo al suo destino.
Quando e come nasce “Oltre il cielo e il mare”?
Il titolo “Oltre il Cielo e il Mare” nasce da un percorso interiore lungo una vita.
Nasce dai viaggi che ho fatto, attraversando davvero mari e cieli in giro per il mondo, ma soprattutto dal bisogno di andare oltre i confini visibili per cercare risposte dentro me stesso.
È nato in silenzio, nei momenti in cui la nostalgia mordeva, nei ricordi della mia terra e delle persone che ho amato, nelle notti in cui il dolore sembrava non avere voce. Lì la poesia è stata rifugio e respiro, e mi ha indicato un “oltre”: un luogo non fisico, ma spirituale, dove l’anima può trovare pace anche quando la vita la ferisce.
Per questo il libro porta questo titolo: perché raccoglie poesie nate dal cielo che porto negli occhi e dal mare che porto nel cuore, ma sempre con lo sguardo che si spinge oltre, verso ciò che non si vede ma si sente.
Quindi c’è un luogo o un momento particolare in cui dice: Ecco finalmente adesso scrivo questo libro?
Non c’è stato un luogo preciso, né un istante folgorante.
Il libro è nato come si nasce davvero: un po’ alla volta, tra dolore e respiro, tra viaggi e ritorni.
Un giorno però ho sentito che tutte le poesie scritte, custodite, lasciate a volte in silenzio dentro di me, non potevano più restare chiuse. Era come se bussassero, chiedendo di essere donate agli altri.
Non c’è stato un “adesso” secco e netto, ma piuttosto un accumularsi di emozioni, fino al punto in cui ho capito che scrivere non bastava più: dovevo raccogliere, dare forma, e soprattutto condividere.
E così “Oltre il Cielo e il Mare” ha preso vita: non da un momento, ma da un bisogno che era diventato ormai destino.
Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
@giannibilardello
Cosa le piace?
Mi piace ciò che parla all’anima: il mare che si confonde con l’orizzonte, il cielo che sembra non finire mai, i silenzi pieni di senso, le parole che diventano poesia.
Mi piace osservare le persone, cogliere nei loro gesti e nei loro occhi ciò che spesso non dicono, e trasformarlo in versi.
Mi piace la verità, anche quando brucia, perché solo da lì nasce la bellezza autentica.
E mi piace l’amore in tutte le sue forme: quello che consola, quello che ferisce, quello che resiste al tempo.
Mi piace vivere intensamente, perché ogni respiro — bello o doloroso che sia — è un dono.
Cosa non le piace?
Non mi piace la falsità, chi indossa maschere per convenienza e poi dimentica la propria anima.
Non mi piace la superficialità, quel correre continuo senza fermarsi mai a sentire davvero.
Non mi piace la prepotenza, l’arroganza di chi crede che la forza stia nel dominare e non nel capire.
Non mi piace l’indifferenza: vedere occhi che non vedono, cuori che non battono davanti al dolore degli altri.
E non mi piace quando l’uomo — me compreso — dimentica che la vita è un dono e la consuma come fosse un diritto.
Adesso può scegliere. Immagini di dover scegliere. Per il suo libro si augurerebbe una traduzione in inglese o una trasposizione cinematografica?
Nessuna delle due.
Il suo pubblico ideale ha 20 50 o 70 anni? Ha un target di riferimento?
Da 20 a 70 anni e oltre.
Saluti i suoi lettori con un aforisma che parli di lei e delle sue emozioni…
“Io non scrivo poesie: sono le mie emozioni che trovano rifugio nella parola. Io mi lascio attraversare, e in ogni verso consegno un pezzo di me.”

