Intervista a Esmeralda Chesi, autrice del libro “Dove nasce la Sorgente”

Esmeralda Chesi è nata e vive in Toscana. Grazie alla madre siciliana e al padre toscano, ha trascorso le estati dell’infanzia e dell’adolescenza tra il mare della Sicilia e quello della Toscana, due regioni con tradizioni e dialetti molto diversi tra loro, alle quali in egual misura sente di appartenere. Nel 2011 e 2012 ha frequentato la Scuola Holden, dove ha acquisito la tecnica di scrittura e l’approfondimento della letteratura americana. Ad oggi continua la sua ricerca del Femminile, attraverso gli studi classici e filosofici in un continuo dialogo tra antico e contemporaneo. La poesia è stata una scoperta, un bisogno, lo strumento che le ha permesso di esprimersi in modo autentico.
Oggi l’autrice ci parlerà un po’ di sé e del libro “Dove nasce la Sorgente”.
Ci vuole dire com’è arrivata a questa pubblicazione?
Dopo aver frequentato due anni la Scuola Holden a Torino, (ormai molti anni fa), per me la scrittura è diventata una cosa seria, ma non avevo mai pensato a una pubblicazione, solo recentemente, una cara amica mi ha convinto a spedire il manoscritto ad alcune case editrici.

Quando e come nasce “Dove nasce la Sorgente”?
Come ho già spiegato, la poesia è stata una scoperta, un bisogno per esprimermi in modo autentico. Un viaggio affascinante nelle mie emozioni.

Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
No, non ho profili social.

Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Scrivo regolarmente da anni, la mia è soprattutto una grande passione, un lavoro di ricerca personale, umana, e letteraria. Certo, nel cassetto ho diversi progetti, ma quello che più mi tiene impegnata in questo momento è un romanzo, un lavoro a cui tengo molto e spero di terminare nei prossimi mesi.

Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Personalmente ritengo che la vita, le esperienze personali di una scrittrice, uno scrittore, vadano ricercate nelle emozioni che vengono trasmesse attraverso lo spazio della finzione o della realtà, che ogni scrittore condivide nei suoi testi.

Cosa le piace?
Leggere, moltissimo.

Cosa non le piace?
Il battibecco, la cattiveria che si crea sui social e sui media in generale. Mezzi che, se non utilizzati con intelligenza, creano un grave scollamento con la realtà.

Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
Sopra ogni cosa gli affetti personali, e con essi lo scambio di opinioni e conflitti che si creano e si risolvono.

Il libro più bello che ha letto negli ultimi anni?
Tutti i libri di Daniele Mencarelli, Alice Cappagli, Ilaria Gaspari e Eleonora Sottili (che è stata mia insegnante alla Scuola Holden), e poi l’ultimo per odine di lettura, il saggio di Daniela Brogi “Lo spazio delle donne”.

C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
Non amo molto gli aforismi, in quanto, spesso sono solo pezzi staccati da un più ampio contesto. Le frasi a cui tengo invece, sono molte, con voi vorrei condividere questa di Daniela Brogi, tratta dal suo ultimo saggio “Lo spazio delle donne”:

La loro voce infatti, proprio come accade anche in A Room of One’s Own di Woolf, chiama attenzione non a titolo di se stessa e basta, ma di una collettività, di un «amore del mondo», come lo chiamava Hannah Arendt; e credo che questo avvenga soprattutto, e ancora, per il punto da cui si sceglie di parlare, scrivere, creare, che è esso stesso uno spazio delle donne: non necessariamente separato e contrapposto, ma un territorio in cui chi dice «io» sta cercando di dire anche «noi».

Alla prossima emozione condivisa e buona lettura:

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