Intervista a Gianni Manca, autore del Libro “”Che-i sa canna in-su bentu” de Grassia Deledda”

20/12/2021

Gianni Manca nasce a Nuoro, nel cuore della Barbagia. È legato alla sua terra da un amore incondizionato, ama appuntare in un quaderno, sin da quando era un bambino, le sue emozioni, quello che percepisce nei momenti più intimi. Ad oggi ha scritto una quindicina di libri. Collabora inoltre con La Nuova Tribuna Letteraria, infine si dedica alla traduzione di alcuni testi di Grazia Deledda, utilizzando il linguaggio originario di questa scrittrice che ha dato il massimo riconoscimento letterario alla Sardegna.
Oggi l’autore ci parlerà un po’ di sé e del libro “”Che-i sa canna in-su bentu” de Grassia Deledda ”.
Ci vuole dire com’è arrivato a questa pubblicazione?
Nel centocinquantesimo anniversario dalla nascita di questa scrittrice premio Nobel della letteratura internazionale, è stato doveroso dedicare questa traduzione del libro forse più famoso di Grazia Deledda, nella città che gli ha dato i natali.
Quando e come nasce “”Che-i sa canna in-su bentu” de Grassia Deledda”?
Nasce quasi per caso, questo romanzo è stato tradotto in quasi tutte le lingue, fuorché in Nuorese, la lingua che gli era più congeniale, quella del suo paese natale, Amo questo linguaggio in maniera viscerale, per noi Sardi non è un dialetto ma una lingua autoctona, con la sua musicalità, la sua grammatica, la sua peculiarità.
Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
Certo scrivo ancora, sto per terminare un altro capolavoro della Deledda che è “La madre”, penso di riuscire a terminarlo per questa primavera, queste più che traduzioni sono delle vere e proprie ri-scrizioni, non è possibile tradurre letteralmente questa lingua.
Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?
Cosa le piace?
La buona cucina e un buon bicchiere di vino.
Cosa non le piace?
Le persone invidiose, l’ipocrisia e le persone saccenti.
Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
La lealtà e l’onestà, e la coerenza mentale.
Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
“L’estate della mia rivoluzione” di Angelica Grivel Serra. Edito da Mondadori.
C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
La poesia serve per nutrire quel granello di pazzia che tutti portiamo dentro e senza il quale è imprudente vivere.
 

Vi lasciamo il link del libro e la scheda dell’autore!

Alla prossima emozione condivisa e buona lettura:

https://www.kimerik.it/libro/4386/che-i-sa-canna-in-su-bentu-de-grassia-deledda-gianni-manca/

https://www.kimerik.it/autore/8815/gianni-manca/

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