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Intervista alla scrittrice Simona Colomba

Simona Colomba nasce a Mantova da genitori piemontesi. Frequenta il liceo linguistico e nel 1995 si laurea col massimo dei voti presso l’Università degli Studi di Genova. Insegna, lavora nel campo dei viaggi tematici esplorativi come responsabile di itinerari su misura. Attualmente è Destination Manager di alcuni gruppi stranieri. Nel 2022 pubblica con la Casa Editrice Kimerik Notti d’acqua, che trae ispirazione dai viaggi onirici dell’autrice.


Eccoci, curiosi e interessatissimi ci troviamo ancora con Simona Colomba, autrice del libro “Tre donne matte alla ricerca di un paio di ciabatte”.

Ci vuole dire come mai è arrivata a questa pubblicazione?

 

Certo! Ho iniziato a scrivere il romanzo nel 2021 e l’ho concluso la notte di Natale del 2023.

Ho ricevuto altre proposte editoriali, ma la proposta della Kimerik Edizioni era, come sempre, la migliore.

 

Quando e come nasce “Tre donne matte alla ricerca di un paio di ciabatte”?

Nasce dalla voglia di vedere le donne sostenersi vicendevolmente. So quanto sia prezioso essere circondata da uomini in grado di amare, apprezzo l’intelligenza del loro cuore e ammiro la decisione del loro maschile all’opera. Ma è solo quando mi trovo con le mie amiche, nuove e di sempre, che parto per un nuovo viaggio e il mio mondo cambia. Sono loro quelle con cui preparo la valigia, loro quelle con cui formo silenziose adunanze notturne, loro quelle che sanno cosa significhi aprire nuovi cicli: lacrimare per una fine e gioire per un nuovo inizio, continuamente. Sono loro che sanno cosa significhi avere una faccia scura e un’altra che illumina le tenebre, conoscono la fatica di trovare una sintesi tra poli opposti, una soluzione tra mille contraddizioni. Loro sanno della luce nella notte…del potere che genera arche e alleanze…

 

 

Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?

Ho chiuso i miei profili social da qualche mese e ho aperto un sito.

Ecco il link: https://simonacolomba.wixsite.com/poetry

 

 

Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?

 

Certo, i progetti dal punto di vista creativo sono molti,

ma sono tutti in fase embrionale, quindi vanno lasciati maturare in silenzio.

Posso solo dire che la scrittura, il sogno e il viaggio sono gli elementi che mi fanno sentire viva e li “pratico” tutti i giorni.

 

 

Riserviamo l’ultima parte dell’interviste a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato?

 

Cosa le piace?

In questo momento di grande crisi globale, credo molto nell’universo femminile e nella capacità (evito la parola “potere” di proposito) delle donne di creare universi di eleganti sfumature rosa. I fiori d’acciaio non hanno bisogno dell’intelligenza artificiale per generare nuove dimensioni e far sbocciare universi di mille colori.

 

Cosa non le piace?

Da circa un anno, mi sono imposta di evitare anche la più piccola attenzione per ciò che gradisco poco o non gradisco affatto. Mi concentro solo su tutto quello che mi entusiasma, che mi appassiona, senza permettermi distrazioni. Ho scoperto che la lista di ciò che adoro, è infinita e straripante di possibilità.

Una tecnica che consiglio a tutti!

 

Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?

Come ho già dichiarato molte volte, avere l’occasione e la forza di conoscermi veramente, ritengo sia l’unica via per la felicità. Il motto di Socrate scritto sul frontone del Tempio di Apollo a Delfi: Conosci te stesso. Venire in chiaro a se stessi è un’impresa molto ardua, ma d’altra parte nessun filosofo o maestro ha mai detto che sarebbe stato facile.

 

Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?

Haiku in cammino, di Glauco Saba.

La poesia è sempre un esercizio spirituale, ma nel caso di Haiku, il maestro è così presente che diviene quasi tangibile. Leggendo e praticando Haiku si scoprono universi vastissimi nella più dolce e minuta semplicità. Una filosofia che incarna principi universali, insegna all’allievo, esalta lo spirito errante, trasforma il praticante. Nella sua forma più pura, lo considero un vero e proprio regalo all’umanità. Potrei continuare a citarne le qualità per ore, ma è un mondo che mi ha accolto solo di recente: esploro, quindi, in silenzio.

 

C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?

“Sotto ai fiori dei ciliegi, nessuno è straniero”, un famoso Haiku di Issa. Un invito a cogliere l’illuminazione nelle cose piccole e semplici che rivelano, così, tutta la loro infinita saggezza. Piccoli passi che portano molto lontano.